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Guerra alla cannabis dal Consiglio superiore di Sanità. L'antitesi della ragione

istituzioni, politica, società 21/6/2018

Analizziamo al volo alcune delle questioni che hanno portato il CSS ad emettere parere negativo verso la commercializzazione degli "spinelli leggeri" che nelle ultime settimane stava registrando un boom, alla luce delle numerosi licenze date anche per la vendita in negozi idonei.
Prima di venire al punto delle questioni, vorrei sottolineare che si parla di un prodotto ad uso ricreativo, dove le limitazioni nelle percentuali sono inferiori anche di quaranta volte rispetto alle varianti terapeutiche, anche di sessanta rispetto a quelle fatte circolare dalla criminalità. Comunque, i quesiti posti al Css sono, in sostanza, se questi prodotti siano da considerarsi pericolosi per la salute umana e se possano essere messi in commercio edeventualmente a quali condizioni.
L’organo consultivo raccomanda, con molta premura, che "siano attivate, nell’interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti”. Ovviamente lo stesso titolo precauzionale che mette l'alcool, il quale provoca migliaia di morti dirette e indirette all'anno, e il tabacco, dannoso per i polmoni di chi fuma e di chi sta accanto, che ci induce a vendere questi prodotti sotto monopolio dello Stato. Il CSS dimentica che sarebbe lo stato a vigilare sulle regole di vendita proprio a scopo precauzionale, perchè altrimenti nonsi spiega se non con l'avvelenamento sociale progressivo ed ideologico con alcool e tabacco, questa disparità di trattamento di sostanze che nella scala sono esattamente invertite per pericolosità e livello di dipendenza, ovvero alcool, tabacco e cannabis.
Il Consiglio “ritiene che la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di ‘cannabis’ o ‘cannabis light’ o ‘cannabis leggera’, non può essere esclusa”. Ma guarda caso l'Organizzazione Mondiale della Sanità, proprio ieri, ha posto delle questioni di opposta veduta, dove viene ribadita la minor pericolosità per la salute dei principi di cannabis (sopratutto in chiave terapeutica e di sanità pubblica), tant'è vero che ha chiesto alle Nazioni Unite di rivedere le politiche di proibizionismo a livello globale. Ma dalle parti dell'OMS ovviamente sono degli sprovveduti.
Sulla questione della dannosità inoltre il CSS sostiene: “La biodisponibilità di Thc anche a basse concentrazioni (0,2%-0,6% (percentuali consentite dalla legge ad oggi, NDA) non è trascurabile, sulla base dei dati di letteratura; per le caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche, il Thc e altri principi attivi inalati o assunti con le infiorescenze di cannabis sativa possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili; tale consumo avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che questa possa produrre, sia a breve che a lungo termine”. Niente di più falso. In primo luogo perchè la cannabis, perdurando a lungo nell'organismo, è determinabile in rapporto alla quantità consumata con approfondimenti riferiti ad esami tricologici. In secondo luogo perchè l'effetto psicotropo dura poche ore rispetto all'assunzione diretta via inalazione. In parole semplici, il THC degrada più velocemente e viene espulso dall'organismo subito, in quantità tali da non dare più effetti che possano essere considerati nocivi, nonostante gli accumuli nel grasso, proprio perchè contrastato dal CBD e altre molecole contenute nelle infiorescenze. Nessuno dopo aver fumato anche 2 o 3 canne di sera, la mattina al lavoro è preso da effetto psicotropo. Dal punto di vista delle limitazioni poi basterebbe solo escludere alcune categorie dalla possibilità di consumo, come avviene laddove la cannabis e depenalizzata o legalizzata. Così stiamo tutti più tranquilli
Il CSS insiste: “non appare in particolare che sia stato valutato il rischio al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni, quali ad esempio età, presenza di patologie concomitanti, stati di gravidanza-allattamento, interazioni con farmaci, effetti sullo stato di attenzione, così da evitare che l’assunzione inconsapevolmente percepita come ‘sicura’ e ‘priva di effetti collaterali’ si traduca in un danno per se stessi o per altri (feto, neonato, guida in stato di alterazione)”. Rispondo solo che con l'Alcool, il tabacco e gli psicofarmaci chi ne controlla i consumi? No, perchè su questi prodotti la pericolosità è tanto quanto confermata, dato il loro abuso o uso fuori controllo.
Quanto al secondo quesito, il Css ritiene che “tra le finalità della coltivazione della canapa industriale” previste dalla legge 242/2016, non è inclusa la produzione delle infiorescenze né la libera vendita al pubblico; pertantola vendita dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di ‘cannabis’ o ‘cannabis light’o ‘cannabis leggera’, in forza del parere espresso sulla loro pericolosità, qualunque ne sia il contenuto di Thc, pone certamente motivo di preoccupazione”. Siamo all'assurdo. Oltre a tutto quanto detto sinora, vorrei sottolineare che i limiti normativi prevedono un lavoro per superarli, non tanto rimarcarli per porre divieti, in controtendenza con ogni valutazione scientifica e giuridica nel mondo.
In conclusione vorrei sottolineare che si parla di autorizzare percentuali basse, molto basse, non in grado di nuocere alla salute, come purtroppo nemmeno in grado di essere terapeutiche. Si può senz'altro, e Portogallo e Canada, insieme agli altri, lo dimostrano, regolamentare l'autoproduzione, la vendita e le limitazioni all'uso al pari di altre sostanze psicotrope e che influenzano le politiche di sanità pubblica. Altrimenti il proibizionismo non ha motivo di esistere se non nell'ideologica prosecuzione di divieto assoluto di nulla, anche di respirare. Oppure in Portogallo, in Canada, California, Colorado, Olanda e altrove sono tutti degli sprovveduti, più di quelli che bivaccano all'OMS.Oppure, più realisticamente, questo proibizionismo di Stato ha l'unico fine di favorire poteri non tanto occulti, quali le varie mafie nostrane, che conservano tutto l'interesse affinchè ci siano divieti, magari, penso io, dietro la promessa di larghe mance pro elettorali.
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