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Per sottolineare l'inadeguatezza del mio territorio...

diario 19/7/2018

Il 17 luglio, dai social e dalle pagine on line del Nuovo Quotidiano di Puglia, Sergio Blasi affidava una nota molto dura, lucida e lungimirante sul perchè l'economia turistica in Puglia, e in particolare nel Salento, sembra essere al palo, nonostante le sirene d'Ulisse degli indicatori parziali che, apparentemente, racconterebbero il contrario. L'uomo politico salentino, ex sindaco che ha contribuito alla fama di Melpignano e personaggio di spicco del PD pugliese, si pone numerosi interrogativi, sottolineando l'assenza di una strategia vocata a valorizzare le vere risorse del territorio, specificando (gloria a lui) che il Salento, nonostante le mode e le manifestazioni estive, non è territorio marinaresco. Di fatto smascherando quella che è l'ingannevole idea che noi abbiamo dato ai visitatori in numerosissimi anni, trascurando gli altri elementi che avrebbero garantito una maggiore diversificazione turistica e uno sviluppo sano e corretto del settore. Per approfondire le sue tematiche potete fare riferimento alla mia pagina FB (che trovate nella sezione dei collegamenti), dove ho condiviso la nota di Sergio Blasi. Di seguito un testo ragionato ed ampliato a risposta alla stessa osservazione del Blasi.
Quindi, mi chiedo senza retorica, come non essere in sintonia con quanto detto sinora da Sergio Blasi? Credo che quanto egli abbia scritto rappresenti però il "de profundis" per la nostra vocazione a vedere l'affermazione di un'economia diffusa, basata sul turismo e sulla sostenibilità. Il vero nodo cruciale, solo accennato sottovoce da Blasi, è il concetto di accessibilità. Immagino già tutti a fare gli occhi storti, credendo solo che io alluda a quella per disabili, che già dico, sarebbe un volano economico e un recupero strutturale e infrastrutturale di non poco conto. No, parlo dell'accessibilità della destinazione turistica, e la sua assenza la percepite proprio nei frangenti dove Blasi ci ha parlato della difficoltà a svilupare cicloturismo od offerte simili.
Della mia esperienza diretta non faccio nessun riferimento. Sono fuori dai giochi ormai, senza prospettive nel settore e con un investimento andato male. Turismetica di fatto voleva porre vari livelli di accessibilità, proprio perchè non ci siano visioni univoche del termine, scaricando il discorso, finchè si parla di economia, di ogni forma pregiudiziale parlando di certi temi o con certi termini.
Ma vale la pena che si sappia che sindaci nel Salento, e mi è capitato di ascoltare risposte del genere direttamente per le mie attività su Alliste dall'allora sindaco (parliamo del 2014), non provvedono alla pulizia delle campagne, ad esempio, "perchè altrimenti devo aumentare le tasse ai cittadini". Questo è il substrato sul quale ci muoviamo, estate dopo estate, stagione dopo stagione, anno dopo anno. Immondizia, carenza infrastrutturale e disorganizzazione del territorio però sono sempre li, prima del mio investimento fallito, durante (causa di tanti malumori) e ci sarà ancora per molto.
Inadeguatezza, signore e signori, Sergio Blasi nel suo intervento ha messo a nudo la nostra inadeguatezza, come pugliesi (e noi salentini in particolare), nel saperci gestire. A partire dall'accessibilità toucour, ma anche della nostra capacità di generare domanda. Nella sua nota, infatti, pur usando un linguaggio semplice e rivolto a tutti, Sergio Blasi ha voluto sottolineare la grande menzogna sulla quale ci siamo cullati: è l'offerta a creare domanda, non il contrario. Anche se risulta un concetto di economia molto diffuso, la pratica dimostra che se il territorio, pur offrendo friselle e spiagge, non è in grado di reggere le domande articolate di un flusso crescente di utenti, non vedrà poi rinnovata la domanda di turismo sui nostri territori, la così detta fidelizzazione. Quello che in pratica ho raccontato nei corsi di formazione e parlando con gli operatori a proposito di turismo accessibile. Pretendere che io possa muovere decine, o anche singole unità, di disabili in vacanza qui per poi fargli vivere gli stessi drammi che io vivo da cittadino, be', capirete su che azzardo ho perso decine di migliaia di euro di investimento! Sottolineo inoltre che la massa risponde di per sè perchè è tale, ma quando i flussi turistici diventano canalizzati è li che si raccoglie la vera sfida e noi, signore e signori salentini e pugliesi, di domanda canalizzata, settoriale, non ne abbiamo o, magari,è pochissima.
Nessuno si senta assolto. Il nostro turismo è un gigante di acciaio che poggia su piedi di argilla e presto credo crollerà. Nella regione infatti negli anni che ho potuto osservare sono andate svilupandosi quelle aree geografiche che, o per merito loro o per grazia ricevuta, avessero dei servizi a sostegno dello sviluppo del settore, penso concretamente alla Costa dei Trulli, quell'area costiera a sud di Bari, al confine con la provincia di Brindisi, che vede come attrattiva principale la fascia retrocostiera con Alberobello e Martina Franca, che però poi sulla costa ha saputo rigenerarsi e affiancarsi alle attrattive principali del teritorio, valorizzando anche il segmento balneare.
Per il resto della regione, Salento in testa, è quasi esclusivamente il solito deserto balneare bimestrale che arricchisce l'economia sommersa. Rassegniamoci. Senza trasporto pubblico, senza strategia e senza accessibilità (da intendersi a 360°) di strada non ne faremo e non appena altre mete limitrofe si riorganizzeranno o completeranno il loro adeguamento (Croazia, Albania, Grecia, Calabria, Lucania), be', al di là delle mode e per nostra stessa colpa prevedo lunghissimi digiuni, per tutti.
Solo in maniera costruttiva pongo una domanda, senza nasconderne più di tanto la natura critica, nell'auspicio di ricevere risposta: caro Sergio Blasi, all'interno del suo partito (decisamente sclerotico su certe scelte, come destinare per esempio gli assessorati) ha fatto mai presente tutto ciò? no perchè, in puglia, negli ultimi 15 anni circa, o poco meno, non è che hanno governato gli altri. Siamo al culmine di una politica di sviluppo e di promozione turistica veramente riuscita male, nonostante i pensieri attorno ad essa fossero stati dei migliori, penso alle linee guida dell'assessorato turismo del 2006.
In bocca al lupo per chi vorrà ancora sfasciarsi la testa contro un territorio e una politica che non ha voglia di capire come evolversi. E le soluzioni vocate all'accessibilità che proponevo sono una delle chiavi di volta, che altrove hanno fatto vincere concorsi europei (vedi Matera) e fatto sviluppare un largo settore dell'economia turistica (vedi Toscana), mentre nel "Salentu" nosciu, ma in tutta la regione direi, hanno portato solo a spendere una quantità importante di soldi per operazioni di "autocertificazione dell'accessibilità", sprecando poi appalti e danari pubblici per realtà del nord d'Italia per condurre interminabili verifiche sull'accessibilità di hotel e bar che non servono a nulla, lasciando sul territorio le briciole ad associazioni che mangiucchiano qui e li, non facendo mai, dico mai, attuare un piano di accessibilità strutturale, accessibilità delle destinazioni turistiche (linguistica e infrastrutturale) e accessibilità economica come nodi cruciali di una politica di sviluppo.
Termino questo mio lungo sfogo, vi garantisco assolutamente stimolato nello spirito dalle parole di Blasi, ponendovi una domanda retorica che da il passo a questi miei pensieri: quanti spot della regione Marche e quanti spot della regione Puglia sentite sui canali di informazione RAI, ad esempio? In bocca al lupo a tutti, Sergio Blasi in particolare che dopo questa nota mi sa che     continuerà a vedere crescere le sue inimicizie dentro e fuori il suo partito.  

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permalink | inviato da sandronapoli79 il 19/7/2018 alle 8:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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