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A sinistra un soggetto unitario? Si, perchè è il momento.

istituzioni, politica, società 3/9/2018

Nel periodo caotico che in questo momento pervade il panorama politico italiano, specie a sinistra, è facile ingenerare confusione, allontanandosi dal cuore delle problematiche della società e dello Stato, disaffezionando ulteriormente l'elettorato di riferimento. Inoltre risulta, sempre a sinistra, facile ostacolarsi vicendevolmente nel tentativo di creare un'offerta politica seria e credibile. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti con l'inqualificabile empasse istituzionale che il nostro paese attraversa e le prospettive non raccontano nulla di buono.
Ritengo che l'unico antidoto sarebbe raccontare sempre le cose come di fatto stanno, visto l'uso sistematico nella dialettica politica delle banalità e delle fake news, oltre l'incapacità, a livello collettivo, da parte del destinatario dei processi di comunicazione di verificare la certezza delle notizie di qualsivoglia personaggio politico, dimostrando così un palese cambio di atteggiamento rispetto a quello riservato a Berlusconi, Renzi o altri.
Ovvio direte voi. No, a causa di due variabili importanti: la necessità di risolvere i problemi di comprensione del messaggio politico da parte della platea, del popolo se volete (nota a tutti è l'incisiva fetta di popolazione che presenta caratteri di analfabetismo funzionale); in secondo luogo ricondurre la stessa dialettica politica su temi inerenti l'agenda politica, non invece il contorno, la cornice, quali sono stati i tagli ai vitalizi rispetto al problema serio dello spreco della PA.
Date queste premesse, ovviamente non facili da masticare (ma si tratta di Politica e di lingua italiana), vengo al dunque. Chi potrebbe rappresentare un progetto unitario che sovverta questo status quo di confusione? quale idea potrebbe essere il fulcro di una nuova politica? quali attori coinvolti?
Queste domande non hanno risposte facili, perchè spesso osserviamo l'estremismo di destra, chiaro ed evidente, profondamente diffuso nella spina dorsale del paese e che incute un certo timore, facendo calare anche la percezione della sicurezza. Meno però riflettiamo sul'estremismo di sinistra, che oggi come oggi risulta profondamente anacronistico, soprattutto perchè nonesprime idee in senso progressista, come si diceva una volta, ma in chiave conservatrice. Per chi è di sinistra, nella vita di tutti i giorni, diventa veramente complesso capire quale sia la direzione da seguire, creando forte confusione (elettorato sinistroide dei 5 stelle), distacco dall'azione politica (astenzionismo) e ribaltamento dei valori in campo (elettorato della Lega proveniente da circoli di sinistra).
Tante le cause, tra le quali troppa personificazione di Renzi (forse), ma non solo. Concausa è l'ottusità con la quale molti a sinistra fanno della lotta intestina una lotta di classe, contro tutto e tutti, senza poi apportare nulla di concreto alla famigerata agenda politica.
Sul processo di comunicazione politica, da destra e da sinistra, poi è emersa la dicotomia élite/popolare come fondamentale per la soluzione di Governo che, a mio avviso e con taglio veramente molto analitico, sta creando al momento segnali di estrema sofferenza in vari settori della vita di questo paese. Evito di parteggiare in questo post, quindi immaginate grande sofferenza nel reprimere fatti, citazioni ed eventi.
Ma per giungere al nocciolo della questione, al senso profondo di questo intervento, ad oggi ritengo non utile alla causa della costruzione di un'alternativa politica di sinistra a questo immodenzaio, l'intervento diretto di forse "giovani", "nuove" e del "popolo", tenendo conto che verso quella direzione occorre andare. Calenda e Boldrini da tempo mi sembrano gli unici due personaggi di peso a sinistra che si siano espressi verso l'unificazione degli sforzi per giungere a quest'obiettivo, salvare l'Italia dalla gogna fascistoide al governo.
Si. sono d'accordo, ritengo che la proposta dei due leader sia sensata e anzi, nel PD, dovrebbero fare presto a prendere una decisione in tal senso; forse la manifestazione del 29 settembre servirà. . Inoltre c'è assonanza tra le due voci nei termini posti, con le dovute differenze per stile e storia personale; e, sottolineo, non è detto che uno dei due sia la soluzione. Ma ritengo che chi non condivida e polemizzi continuamente vantando presunta superiorità del microscopico mondo di cui fa parte, non sia utile al processo dialettico e di costruzione dell'agenda. Chi si pone al di fuori di questo processo lo fa consapevolmente e dovrà assumersene la responsabilità, vista l'importanza delle questioni in gioco.
In conclusione mi preme sottolineare che solo raccontando nuovamente l'Italia agli italiani potremmo risolvere questa situazione per lo meno pericolosa che riguarda il paese. Ognuno deve dare il suo contributo e dal processo di confronto emergeranno anche programma e leadership. Resta che Calenda e Boldrini sono al momento gli attori di riferimento, con molta marginalità di Martina e del PD, per perseguire l'obiettivo di ritornare competitivi sulla scena politica ed istituzionale.
Una cosa è certa infatti, l'assoluta inadeguatezza di tutti, o quasi, costoro che al momento occupano le istituzioni del paese, pericolo imminente per i processi democratici, che in Italia per certi aspetti non si sono mai del tutto compiuti.
Ad oggi non mi va di tifare per uno o l'altra, nè tanto meno sbilanciare terzi e quarti nomi. Mettiamoci al lavoro e ritorniamo nelle piazze, con proposte per la gente, tra la gente, da raccogliere e veicolare in un'agenda politica credibile.

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