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Il valore dell'articolo 3

istituzioni, politica, società 30/12/2018

  La Costituzione italiana, questa sconosciuta,  è uno scrigno di possibilità per affermare la natura inclusiva della nostra Repubblica. Uno dei mezzi messi a disposizione delle istituzioni è enarrato nell'ultimo comma dell'art. 87 della Carta, dove si afferma che il Presidente della Repubblica, con gesto autonomo, può conferire onorificenze.
  Queste, di solito, non hanno un carattere politico, anzi, sono sempre assegnate sulla base di meriti, di onorabilità per le proprie azioni, per gesti quotidiani e/o straordinari che fungono da esempio per tutta la comunità, a prescindere se compiute in Italia da italiani o stranieri, o se compiuti in Italia o all'estero da italiani.
  Ma quelle assegnate il 29 dicembre 2018 hanno un sapore particolare, perchè sembrano uno strumento adoperato dal Presidente Mattarella (che giova ricordare essere uomo delle istituzioni e in prima linea per la lotta alle mafie) per ribadire che la natura antirazzista e antifascista, inclusiva e solidale della Repubblica italiana sono caratteri che rimarcano quella che è l'indole vera del popolo italiano.
  In questa occasione si ribadiscono alcuni tratti fondamentali che val la pena sottolineare, in correlazione con ciò che accade oggi nel Paese, e alla fine riporto un elenco, seguendo il filo logico degli ambiti come di seguito individuati, con una sommaria indicazione geografica, proprio per dimostrare come siano motivazioni che corrono lungo tutto lo stivale quelle valutate da Mattarella come meritevoli di encomio ed essere risaltate con l'assegnazione di queste onorificenze. 
  Mi preme sottolineare che nell'elenco finale sono riportati nomi e cognomi, regione dove si è svolta l'azione o dove l'autore risiede, ma è importante notare che vi sono stranieri, italiani che hanno esercitato tali meriti all'estero, religiosi, giovani ed anziani, uomini e donne che hanno saputo dare il meglio alla Comunità, alla Repubblica, e da essa giustamente ricevono riconoscimento, permettendoci di prendere esempio da loro per la nostra, umile, quotidianità. Mi scuso per eventuali errori di battitura nei cognomi.
  Il Presidente, in un'epoca in cui l'art. 3 viene posto in seria discussione dalla pratica discriminatoria, ha voluto premiare chi veicola i diritti delle persone con disabilità; ma il senso di comunità è un altro tratto importante, dove sono state premiate persone che lottano continuamente contro le esclusioni sociali, ad ogni livello, e chi si è straordinariamente impegnato per gli altri, anche in situazioni di estremo pericolo o disagio.
  Un altro tratto che mi preme sottolineare è la solidarietà verso la sofferenza, che denota la necessità per sentirsi parte della comunità repubblicana di non abbandonare nessuno, nemmeno nelle situazioni più gravose per l'esistenza di ogni persona; ciò avviene promuovendo la donazione di organi e tessuti, ma anche sostenendo propri dipendenti che attraversano la malattia dei propri cari con dignità. In mezzo a questi due estremi il mare magnum dell'umanità del quale il popolo italiano è capace, se lo vuole. Quell'empatia che spinge anche medici ad operare per le malattie più comuni e dannose per la salute umana anche nei posti più abbandonati del mondo, dove non esiste solo la povertà, ma anche la sofferenza per il cancro.
  In un'epoca dove la conoscenza, la competenza e la cultura sono bistrattate da parte delle istituzioni repubblicane, ovviamente il Presidente Mattarella ha voluto difenderne l'importanza civica premiando il loro valore aggiunto, la loro funzione fondamentale, soprattutto al Sud.
  Per la difesa delle donne, a livello emblematico, è stato riconosciuto il gesto "eroico" di uno straniero in terra di Calabria e questo, se mi permettete, è il trait d'union per la premiazione a tutti coloro che si sono impegnati e si impegnano per una Repubblica antirazzista ed inclusiva, iscritta chiaramente nel sopra citato, mai compiuto del tutto, articolo 3 della Costituzione. 
  Altro simbolo di questa giornata è la premiazione di una donna, straniera, che a Roma ha difeso i valori della legalità e della giustizia sociale difendendo il proprio sforzo e la propria posizione dagli attacchi di chi vorrebbe il caos dell'illegalità sovrano, gesto che spesso manca (per codardia) a tanti italiani.
  Ma il culmine, che sui social e non solo è risaltato senza particolare aiuto, è la premiazione all'emblema della normalità. Sessantenne, donna, massaia, affranta dalla propria quotidianità fatta di gesti semplici e straordinari, Maria Rosaria Coppola è colei che rappresenta la ragione, la normalità, l'ovvio. Con poche parole, semplici ed umili (anche colorite se vogliamo) ha riassunto, difendendo uno straniero, vessato dalle fatiche di un lavoro malpagato e dall'idiozia di alcuni, quella che è l'essenza della Carta repubblicana. Ovvero che in Italia non esiste margine per il razzismo, per l'esclusione sociale. Perchè non esiste razzismo che tenga ma solo l'idiozia di fondo di un odio cieco che nasce dalla propria frustrazione. "Tu nu si razzista, tu si nu strunz" è il manifesto per affermare che il razzismo non esiste come filosofia di vita, ma solo come incapacità a non riconoscere il valore negli altri, atteggiamento che nasce dal demerito che ogni presunto "razzista" si porta dietro nella propria esistenza, spesso vuota e priva di solidarietà, senso di comunità, amore.
  Vi invito ad approfondire le biografie e le azioni di questi insigni cittadine e cittadini, perchè il 2019 sia un anno migliore per ogni italiano sull'esempio di questi uomini e queste donne, questi giovani e queste anziane che ci ricordano che l'art. 3 è il cuore dell'italia democratica e repubblicana.
  I nomi sono: Carlo Vettorato (Val d'Aosta); Igor Trocchia, Carmen Reveles, Ilaria Galbusera, Germana Giacomelli (Lombardia); Irma Da Armellina, Renzo Zocca (Veneto); Roberto Crippa e Luisa Ficchione (Trentino); Davide Monticolo (Friuli Venezia Giulia); Roberto Morgantini (Emilia Romagna); Milo Matogini e Simonetta Stefanini, Jacopo Melio (Toscana); Rosella Tonti (Umbria); Annalisa Umbertoni, Aldo Chiavari (Marche); Maria Tiziana Andriani, Rebecca Spitzmiller, Roxana Rumen, Marco Minzolo, Vincenzo Castelli(Lazio); Maria Rosaria Coppola (Campania), Elvira Tutolo (Molise); Marco Ranieri, Riccardo Muci, Roberta Leporati (Puglia);; Antonio Lacava (Basilicata); Mustafà Auodi (calabria); Vito Massimo Catania (Sicilia); Massimiliano Sechi, Claudio Madau, Fabio Caramel (Sardegna)
  Buon 2019 a loro e a noi per saperne cogliere l'esempio.     
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