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La mia raccomandazione ai dirigenti di +EUROPA

istituzioni, politica, società 17/1/2019

   Gentile Dirigenza di "+EUROPA",
le persone con disabilità sono, in linea teorica e per grandi tematiche, sempre presenti in seno alla dialettica politica, spesso in termini propagandistici, al punto che si è voluto creare un Ministero ad hoc per affrontare tematiche e questioni ad esse legate. Ma quanto effettivamente si muove nella politica a garanzia dei diritti, delle prerogative e del pieno sviluppo delle persone con disabilità?
   La domanda di partenza è dunque già una risposta, considerando lo stato giuridico di molte persone con disabilità, la negazione di molti diritti e la mancata applicazione di molte norme a tutela, pur previste nel nostro ordinamento, che vede appunto l'Italia capofila al mondo come assimilazione nella cultura giuridica di taluni diritti che, occorre ricordarlo, sono spesso promossi dal nostro Paese sul piano internazionale, ma purtroppo in ritardo nella fase di attuazione di questi stessi principi e diritti al suo interno.
   Il documento più importante a tal proposito, risulta opportuno ricordarlo, è la Convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità, che dal 2006 rappresenta un faro nella buia notte della mancata realizzazione dei diritti dei disabili a livello mondiale, Convenzione fortemente voluta dal nostro Paese e che in Italia è legge dal 2009, recepita a livello europeo dal 2010. Risulta importante ribadire che i principi espressi nella Convenzione e nelle varie leggi italiane in relazione alle persone con disabilità sono il frutto di quello rintracciabile nell'art. 3 della nostra Carta costituzionale, che per molti aspetti risulta ancora disatteso. Questioni aperte, rispetto alla mancata applicazione dell'uguaglianza enunciata all'art. 3, sono la parità tra i sessi e la non discriminazione in base agli orientamenti sessuali, la parità tra tutti gli individui a prescindere dalla "razza" od origine etnica, la parità tra persone indipendentemente dalle condizioni sociali e, aspetto che racchiude il contenuto di questa raccomandazione, dalle condizioni personali.
   L'Europa esprime la più alta interpretazione nella garanzia di taluni diritti, emanando regolamenti e raccomandazioni in tal senso, favorendo con istituti speciali la mobilità delle persone con disabilità e, da ultimo, garantendo lo stesso accesso anche a strumenti di uso quotidiano, avendo ad esempio emanato una raccomandazione per l'adeguamento dei dispositivi elettronici di supporto ai servizi pubblici che devono essere dotati di tutti i sistemi di accessibilità. Ma quanto c'è ancora da fare sia in Europa che in Italia?
   Con i principi di "uguaglianza" e "pieno sviluppo della persona", "+EUROPA" pone già nel suo statuto le premesse per potersi assumere l'impegno di portare avanti, con pragmatismo, politiche rivolte alle disabilità, a quelle periferie esistenziali spesso abbandonate nei fatti da chi governa e da chi amministra la cosa pubblica - soprattutto in determinate aree del Paese -, dove tutto ciò si somma ad ulteriori aspetti di degrado sociale, venendo a costituire così un ostacolo spesso insormontabile ad una piena integrazione. 
   Richiamare nel programma la parola disabilità solo a proposito degli aspetti riferiti alla riforma del sistema sanitario e alle tematiche della salute non rende, a mio avviso, pienamente la  complessità delle questioni poste. Si rileva altresì, in termini positivi, la trasversalità delle istanze poste dallo Statuto a proposito della piena valorizzazione dello sviluppo della persona umana, ai processi di democratizzazione e all'uso delle tecnologie e dell'innovazione in termini di e-gouvernement, tutti aspetti che, ovviamente, toccano in pieno le persone con disabilità. Ma di PIU'  possiamo osare, di PIU' dobbiamo parlare, di PIU' vogliamo proporre. 
   Quando si parla di persone malate e di persone disabili si allude ad una percentuale che grossomodo è pari al 10% della popolazione europea e al 7% di quella italiana, percentuali che crescono vertiginosamente quando poi si vuol alludere ai familiari e agli attori sociali che sono coinvolti in queste tematiche. Pertanto trattare ed esporre con pienezza aspetti di questo genere vuol dire avere a cuore quella che è la condizione di milioni di persone. Si ribadisce inoltre che "+EUROPA" può e deve distinguersi per un maggiore pragmatismo in questi ambiti, dove la proposta di azioni concrete, di raccolta delle istanze dal basso, possa poi portare alla presentazione di soluzioni efficaci. 
   Nel panorama delle realtà vicine a "+EUROPA" è esemplificativo il ruolo dell'associazione "Luca Coscioni" che, attraverso il lavoro di Filomena Gallo, Marco Cappato e Marco Gentili, pone sempre al centro del dibattito e dell'azione politica gli interessi autentici delle persone disabili o malate, non perdendo mai di vista quello che è il carattere fondamentale alla base di vicende e storie, ovvero la dignità, che Emma Bonino ha saputo umilmente mostrare nel raccontare se stessa attraverso la malattia. 
   Ecco, "+EUROPA" da questi esempi deve partire per abbracciare pienamente battaglie, tematiche e proposte perchè riguardano l'esistenza di milioni di persone e, se mai occorresse ribadirlo, una volta indirizzati verso percorsi politici che ruotino attorno all'integrazione e all'inclusione, attorno all'assistenza e all'emancipazione, attorno al welfare e ai diritti delle persone malate e con disabilità riguardano anche l'economia, interessando numerosi punti di PIL e voci di bilancio dei singoli stati e dell'Unione Europea. 
   In conclusione si ribadisce che occorre interiorizzare, per una maggiore incisività di ogni proposta perseguita, il principio guida espresso dalla sopra citata associazione "Luca Coscioni", lo slogan che lo stesso fondatore aveva coniato su questi temi: "Dal corpo del malato al cuore della politica", perché proprio dall'effettiva conoscenza delle tematiche possano poi emergere le più brillant     soluzioni. Tutto ciò per sconfiggere il vuoto oscurantismo che ad oggi è rappresentato da una politica sorda e cieca alle istanze più profonde, immobile e muta sulle grandi tematiche di civiltà         
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