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Aroma caldo e rassicurante. Il pepe descritto da Licia granello

cucina e casa 22/5/2011

Ricominciando ad esplorare le notizie legate ai sapori, nei loro archetipi e ingredienti fondamentali, continuiamo con un articolo tratto dalla Repubblica della domenica, a firma di Licia Granello, penna “deliziosa”. Dopo l’articolo, dal titolo “Piccante ma non troppo”, piccole considerazioni personali. Vi anticipo che una descrizione più enciclopedica la potete trovare al link seguente. http://it.wikipedia.org/wiki/Piper_nigrum Vi ricordo che un suo uso, d’inverno, è anche ottimale abbinato a delle calde tisane, ma nel post anche indicazioni per altri usi. Buona lettura.

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Una divinità in cucina, panacea di ogni sofferenza da dieta...

cucina e casa 21/11/2010

Segnalo delle riflessioni e un articolo sul Rosmarino... Re tra gli arbusti aromatici...

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Buona cena, tanti auguri e qualche idea!

cucina e casa 24/12/2009

Ebbene, eccoci qui... Tranquilli, armoniosi ed amorevoli nel nostro covo gadanese a festeggiare quest'intimo ed anomalo Natale 2009. Per noi sarà un appuntamento di estrema tranquillità, anche se non abbiamo voluto privarci di alcune tradizioni culinarie provenienti rispettivamente dalle nostre famiglie, terre e culture di origine. Siccome penso che nessuno abbia ancora dei dubbi su cosa mangiare e cucinare, mi permetto di segnalarvi cosa in generale mangieremo da stasera a domenica, e spero magari che a qualcuno di voi possa servire da sppunto, visto che molte cose sono facili ed economiche da preparare. Diciamo dunque che tradizione, innovazione e fantasia sono le nostre armi vincenti per questi giorni di allegria in cucina e a tavola, tutti elementi che hanno portato ai seguenti piatti: Pittule salentine (o pettole o pizzelle). Si tratta di farina impastata con un po' d'acqua e a seconda della quantità fatte lievitare per mezz'ora con il lievito istantaneo per pizza o per una lavorazione immediata con un cucchiaino di bicarbonato. Una volta amalgamato il tutto, con una consistenza un po' più liquida della pizza, ma non troppo, calate in olio bollente con un cucchiaio fino a quando non si dorano (pochissimi minuti), cacciate e ponete a scolare con tovaioli in una coppa. Potete salarle anche con moderazione dopo fritte, e inoltre potete nell'impasto metterci quello che volete, sono delle frittelle spettacolari! Consiglio cavolfiore (di stagione) e la variante leccese chiamata "cabba mariti" con pomodorino, cipolla e cappero tritati. Finocchio sale e limone. Insalata di rinforzo (tipica campana): ebbene, la ricetta è molto elaborata, ma io ne ho ricavata una molto veloce e semplice così facendo: lessate il cavolfiore in acqua salata, fatelo scolare e raffreddare, poi spremeteci del limone, aglio, olio e dei peperoni sottolio, lavorati con l'aceto; la morte sua è la giardiniera. Linguine con sugo di polipo (o di mare in generale), antipasti misti, cicorie a minestra. Per domani invece cannelloni ripieni e la minestra rimanente, poi in programma per il finesettimana pollo al forno con patate e peperoni, e la fesa di tacchino a mo' di scaloppina e crema di funghi. Chiaramente purciadduzzi, panettone e noci, vino a volontà, un po' di spumante, caffè e amari e magari... per digerire... un bel malox!!! Non siamo strafalcioni, dunque tutto ciò che vi ò descritto è spalmato in quattro pasti con qualche variante e aggiunta. Buon appetito, buona pace e buon Natale, laico o cristiano che sia.

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Le olive sono sotto conza!!!

cucina e casa 22/11/2009

Praticamente vi aggiorno sul fatto che le olive sono andate in salamoia (o conza!!!)... Ho seguito le istruzioni alla lettera, e ho messo a bollire nell'acqua sufficiente per riempire il vasetto di tre chili, 3 cucchiai di sale, due rametti di timo, due di rosmarino, uno di maiorana /e maiorana, non fate i simpatici...), una manciatina di origano e quattro foglie di alloro. Ragazzi, amiche, non credete a che meraviglia di profumo era. Fatta raffreddare ho filtrato con l'aiuto di sonia e ho riempito il vasetto. Ora le faccio riposare per un mese e sotto Natale vi dico come è andata a finire.

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olive in salamoia, ricetta della mamma...

cucina e casa 11/11/2009

Praticamente questo è periodo di olive. Io me le sono ritrovate già belle cresciute nel giardino di gadana e le ho raccolte quand'erano ancora belle sode, ma già grosse, diciamo verdi. Chiaramente si possono lavorare in questa maniera anche le olive di questa stagione, purchè non siano raccolte da terra... e non siano chiaramente troppo mature. Dunque, diciamo che è tutto sperimentale, perchè mia madre mi ha dato la ricetta e la sto elaborando di pari passo a questo blog. Infatti metto su la ricetta tenendo conto che la salamoia va in preparazione oggi o domani al massimo. Praticamente raccogliete le olive dall'albero, facendo attenzione a non lesionarle, e se possibile lasciandogli un pochino di picciolo, anche se non è necessario. Mettetele in un vaso, diciamo che consiglio quantità e grandezza del vaso come misura standard 3 chili. mettetele in acqua semplice e una volta la settimana cambiate l'acqua, anche se non è proprio rigida questa indicazione. Noterete che l'acqua si scurisce e sopra si crea una patina di olio, maledeorante. potete anche sgarrare di giorni, non succede nulla, ma sicuramente l'amaro verrà scaricato prima. L'operazione ripetetela per 8 settimane almeno. Quando scolate le olive, lavatele e rilavate il vasetto, poi rimettete dell'acqua fresca sino a ricoprirle. Dopo le otto o dieci settimane preparate con lo stesso quantitativo di acqua che vi occorre una salamoia (o conza per i leccesi) nel seguente modo: acqua, un cucchiaio di sale per chilo di olive, abbondando un pochino in eccesso, rosmarino, timo, alloro e origano. Fate arrivare l'acqua e gli aromi in ebbolizione, finchè il sale non sarà sciolto. Una volta che il preparato sarà ben freddo filtratelo con cura, e accingetevi a cambiare l'acqua alle olive (!!!) per l'ultima volta, lavatele molto bene, rilavate molto bene il vasetto, questa volta anche asciugandolo. Mettete la olive e la salamoia nel vasetto e attendete almeno 1 mese prima di assaggiare la prima, ricordandovi poi, quando saranno pronte, di rimestare di tanto in tanto e di lavare le olive prima di metterle in padella o gustarle.

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due ricette salentine tipiche da giorno di festa... almeno a s. Quintino!

cucina e casa 6/11/2009

Per il piacere di molti nel gustare, di alcuni nel preparare eccovi due ricette (come accennavo nel post di Kultura a proposito di S. Quintino). Ricordo sempre che la cucina è una passione, quindi una "scienza approssimativa", dove senso pratico e capacità di improvvisazione contano, come anche fantasia e cuore, dunque dosi e tempi di cottura sono veramente sperimentali, visto che per i disabili della vista è fondamentale anche il profumo, la consistenza tattile e la regoolazione a tempo di cottura (che rimprovero sempre anche all'amore mio...), anche se occorre sempre un'"occhio" al sentimento, all'istinto. dunque, rimboccate le maniche e con casseruole, padelle e coppette nelle vicinanze, partiamo! Manescia de cicureddhe (minestra di cicorie): questo è un piatto che nella tradizione di Alliste non può veramente mancare mai, Natale, Pasqua, compleanni o s. Quintino che sia. Ricetta base, diciamo, per 4 o 6 persone. Procuratevi delle belle costine di maiale, diciamo 4, e un paio o 3 pezzi di muscolo di maiale (detto anche comunemente fianchetto), quello da ragù, dove ci sia un bel po' di grasso sul lato. Messo in una casseruola con un po' d'acqua, ma non troppa, che copra a pelo la carne, e salata un minimo, pepata ma non troppo e adagiato sopra un po' di prezzemolo (a gusto) e delle scorzette di grana o altri formaggi a scorza dura, mettete a bollire a coperchio chiuso, dando un'occhiata di tanto in tanto. In circa 30-40 minuti, a fuoco moderato andante basso, la carne si sarà cotta, ma diciamo anche un'oretta. Premessa fondamentale, che la mamma mi ricorda sempre, è quella di dare una piccola lavata alla carne, con acqua fredda, in modo da eliminare alcune impurità che sempre possono esserci e rischierebbero di rovinare il gusto, quello che noialtri definiamo "lagnu". Detto ciò pigliate un mezzo chilo anche abbondante di cicorie a foglia lunga, dette a lecce e dintorni creshte, dunque anche puntarelle, e lavatele ben benino e poi riponete nella stessa casseruola, con l'acqua di cottura della stessa carne, e fate stufare ben benino, aggiugendo un altro po' di prezzemolo ancora, un pochino ancora di sale, ma poco, pepe a gusto vostro e fate cucinare finchè la verdura e ben ammorbidita. Fatto ciò, sul finire, mettete una manciata minima di formaggio grattuggiato e rimestate. Servite sempre calda, quindi se occorre riscaldate (da noi si riscalda la stessa minestra anche sino a 3 volte, ed è sempre più buona), con una manciata di formaggio sopra, un bel pezzettino di carne e vino rosso del contadino, è la morte sua! Per concludere una fettina di pane accanto e preferibilmente non tanta, perchè è un piatto di passaggio tra altri o come antipasto. Diciamo che il tempo di preparazione visto il fuoco medio basso deve essere intorno alle 2 ore, o un po' di meno, e mi raccomando, niente olio o cipolla, nè soffritti, quelle sono altre ricette... Pittha de patate te casa mia (sformato di patate): diciamo che la pittha di patate originaria ha altre premesse e solitamente è rossa con sarde capperi e olive. Io darò una ricetta che in casa nostra e durante le feste è molto diffusa, anche se si gusta tranquillamente de "uttisciana", ovvero anche come primo piatto o piatto unico durante la settimana, anche se in questa versione si presta ad essere un ottimo antipasto. Dunque, presi 700 grammi di patate, o giù di lì, lessatele in acqua salata con tutta la buccia dopo averle accuratamente lavate. Una volta che si sono cotte e un po' raffreddate pelatele bene e schiacciatele, o con un passa verdura o con un frullino elettrico, detti anche minipimer, e il consiglio della mamma è che siano ancora calde, così si sfrantumano bene. Fatte raffreddare mettete una spruzzata di pepe, del formaggio grattato, un po' di pane grattato secco, ma poco, due uova e del prezzemolo per dare odore. Ovviamente la consistenza non deve essere molto secca, nè molto umida, quindi diciamo che in casa, per regolarsi, si lessa qualche patata di più o si fa più impasto in modo da farlo venire bene, quindi le uova possono essere anche 3 o 4, il formaggio magari 3 o 4 cucchiai, magari anche 6, vedete voi. Dopo aver imvburrato un ruoto, disponete un primo strato di impasto, poi mettete nel mezzo tocchetti di mortadella e un formaggio filante, non mozzarella altrimenti inumidisce troppo, e ricoprite con un altro strato di impasto. Sopra poi mettete qualche altro schizzo di burro e stendetelo e poi spolverate con un po di pan grattato. Cottura in forno, circa 40 minuti, ma anche meno, a seconda del forno e della temperatura, non meno di 180 gradi chiaramente. Innaffiate una volta servita a quadratini, non troppo calda, con vino rosso, ca nu pocca manca mai! Piccola annotazione: questo stesso impasto, fatto a palline o a cazzetti, sono dei panzerottini, che potete più o meno farcire, e una volta infarinati si possono friggere, quindi le ricette a sto punto sono tre...

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la ricetta sfuggita al post!

cucina e casa 19/10/2009

In arretrato dal post di questa sezione, con dedica ad Andrea A. che l'ha espressamente richiesta, eccovi la ricettina facile e veloce di cui parlavo. crostata di zucchine e wurstel (ma poi si scrive così?) Stendete della comune pasta sfoglia che si trova in tutti i supermercati (spesso già stesa) e ponete sopra delle zucchine precedentemente fritte a mo' di patatine in abondante e caldo olio di semi, oltre che delle rondelle di wurstel (crudi). Infornate per circa 15 minuti e tirate fuori al fine di guarnire con una crema salata precedentemente preparata con 1 uovo, due cucchiai di formaggio grattuggiato, sale e pepe. Infornate nuovamente fino a fine cottura (circa altri 15 min), con un forno attorno ai 180 gradi. Fate raffreddare e accompagnate con birra fredda! Andrea, fammi sapere! AVVERTENZE! i tempi di cottura e gli ingredienti sono soggettivi per gusto e tipologia di forno

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cucina e Amore

cucina e casa 18/10/2009

in casa si spandono profumi di cucinato buono. questo fatto non è difficile che si verifichi in casa nostra. Sedersi a gustare e parlare di cucina con Sonia è un momento spesso frequente tra noi. La cucina a volte, apparentemente, può sembrare un terreno di scontro e ammetto con franchezza che sono stato sodestato dai fornelli, ma con piacere. Di tanto in tanto mi viene ceduto lo scettro, specialmente in occasioni intime. Il confronto è acceso e continuo, segno di due modi diversi di vivere quello sazio, anche se poi sui contenuti siamo sempre d'accordo. Nulla come un buon iatto, cucinato con passione e dedizione, mette in sintonia le persone. Si dice che spesso, anche le grandi decisioni della politica, sono prese d'avanti a prelibatezze. Be', questo vale anche per le iccole e le grandi questioni delle vite di ognuno, almeno credo. E una domanda senza risposta: la dieta a quando? consiglio veloce per pasti alternativi: crostata i zucchine e wurstel

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