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#ParlamentoCasaDiVetro #TweetMob degli @Indivanados e @OpenPolis su twitter

tecnologie e web 2/6/2013

Per una nuova mobilitazione su twitter degli indivanados, occorreva una precisazione sulle istanze della campagna. Nella sezione dei Link trovate ulteriori rimandi al sito di Open Polis. E in stile twitteriano, possiamo dire che…

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riparte Turismetica... e il network si infittisce...

tecnologie e web 2/12/2011

Aggiornamenti anche nella sezione link... Novità per Turismetica, che cresce, e per la pagina di Sonia - La Gioia in cucina - che da un contributo importante al network...

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e alla fine il passaggio avvenne

tecnologie e web 16/11/2011

Io e Sonia siamo passati al Mac. Grazie alla Apple abbiamo scoperto che jaws e tutti gli altri screan reader di ambiente windows e/o progettati per quella tecnologia sono sostanzialmente una truffa. Perchè il passaggio? ...

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permalink | inviato da sandronapoli79 il 16/11/2011 alle 16:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

La rivoluzione del web corre sul .dominio.

tecnologie e web 21/6/2011

Leggendo il quotidiano la Repubblica che, credo ormai cosa manifesta, è la mia fonte di informazione giornalistica per riflessioni, mi imbatto nella notizia che tra qualche mese si potrà registrare quello che vorremo come dominio. Una cosa che personalmente la reputo affascinante. Continuando alcune riflessioni conseguenti alla segnalazione di un estratto dell’articolo a firma di Jaime D’Alessandro. Buona lettura.

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Siamo sull'orlo del precipizio?

tecnologie e web 7/2/2010

Di seguito una di quelle notizie che creano veramente un caso, facendo scorrere brividini dietro la schiena a più di qualcuno, internauta o capitalista del web che fosse. Il pezzo, dal titolo "In 2 miliardi su Internet la rete a rischio crac", è di Elena Dusi, ed è prewsente sulla Repubblica di oggi. Buona lettura "Troppe applicazioni, l´architettura di Internet scricchiola. E si moltiplicano nel mondo le iniziative per puntellarla. La rete fa sempre più fatica a contenere svaghi, lavoro e comunicazioni per quasi 2 miliardi di utenti, riferisce un rapporto su Nature. Come se non bastasse, sull´autostrada dei bit il traffico mondiale (10 miliardi di gigabyte al mese) è destinato a quadruplicare entro la fine del 2012. E nelle falle dell´acquedotto hacker e spam si intrufolano con sempre maggiore frequenza. Pochi uragani farebbero danni paragonabili a un eventuale crollo di Internet. L´Estonia ne ebbe un assaggio nel 2007, rimanendo tre settimane paralizzata dagli hacker e terrorizzata dalla prospettiva di un´invasione russa. Per questo tra i Paesi avanzati non manca nessuno nella corsa per rifondare l´architettura del web. Traffico congestionato, difficoltà nel prevedere lo stato della rete, fragilità di alcune connessioni wireless, incapacità del sistema di distinguere fra dati essenziali e ridondanti sono alcuni dei problemi da risolvere. Basta poi l´esperienza di ogni utente, fatta di attese e disconnessioni improvvise, per dimostrare che le dimensioni del web sono cresciute a dismisura, ma la sua efficienza non è aumentata. Per immaginare l´Internet del futuro Stati Uniti, Unione Europea e Giappone hanno lanciato tre giganteschi programmi. "Future internet design", il progetto americano, è stato il primo a partire nel 2006 dopo l´allarme lanciato da alcuni scienziati sulle crepe del web. Oggi è affiancato da una rete in miniatura fatta di fibre ottiche ed estesa in tutto il Paese dove gli scienziati possono testare le loro idee. In Europa è il settimo programma quadro a dare impulso a Fire (Future internet research and experimentation), un bando cui può partecipare chiunque abbia una buona idea da mettere nel piatto. E il Giappone ha lanciato il suo Japan Gigabit Network, per non restare indietro nella corsa. "La prima soluzione, la più ovvia, è allargare l´autostrada" spiega Domenico Laforenza, direttore dell´istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche a Pisa, che fra l´altro cataloga i siti targati ".it". Cavi, satelliti e antenne wireless: tutto fa gioco nell´aumentare la potenza di fuoco di Internet. Per continuare a marciare in modo accettabile, si calcola che il web debba raggiungere la velocità di 10 gigabit al secondo, circa 1.000 volte la performance di una normale connessione casalinga oggi. Ma non basta. Uno dei problemi del futuro è l´esaurimento degli indirizzi ip (la "targa" che ogni oggetto collegato in rete possiede). Il protocollo attuale, l´Ipv4, prevede 4 miliardi di combinazioni. Si stima che saranno esaurite nel 2016. Per questo è già pronto il protocollo Ipv6, capace di etichettare 340 miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di oggetti (in futuro il web sarà popolato anche da elettrodomestici, computer di bordo delle auto, orologi, pacemaker, ecc.). "Ma il passaggio da un protocollo all´altro è impresa tutt´altro che semplice - spiega Laforenza - anche perché ogni trasformazione su Internet deve coinvolgere il mondo intero. Il sistema non accetta". E se attualmente ogni pacchetto di dati che viaggia in rete ha la stessa priorità degli altri, e in caso di traffico si incolonna pazientemente, l´Internet del futuro prevede vie privilegiate, o pacchetti di dati che corrono "con i lampeggianti accesi". Sui criteri da scegliere per spezzare la democrazia e l´uguaglianza della rete non c´è ancora un accordo. "Un messaggio vocale che viaggia su Skype non può essere rallentato, una mail sì" spiega Luigi Vincenzo Mancini, professore di informatica alla Sapienza di Roma, cui è appena stato assegnato un progetto europeo per monitorare i punti deboli per la sicurezza della rete in Italia. "Un collegamento tra un paziente con il pacemaker e l´ospedale dovrebbe avere la precedenza. Potrebbero poi nascere servizi a pagamento. Per vedere un film, un utente potrebbe essere disposto ad abbonarsi. Ma anche qui, bisognerebbe trovare regole comuni affinché i pacchetti di dati con il "lampeggiante acceso" vengano riconosciuti in tutte le reti del mondo". E questa, più che la parte ingegneristica, resta la difficoltà principale nell´orientare l´evoluzione di Internet nel futuro. Anarchica, scricchiolante e disordinata, la rete infatti promette che farà di tutto per non farsi imbrigliare."

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Ancora una volta, per questi codici illegibili e inascoltabili!!!

tecnologie e web 6/1/2010

D'istinto lancio ancora una volta un appello per questi santi benedetti codici di verifica che ogni santo benedetto server ci richiede per ogni tipo di operazione. Questa volta è la piattaforma che ci ospita che mi lascia perplesso e deluso. Volevo commentare un post di un utente, molto interessante, ma mi sono trovato al solito passaggio del codice e lì è stata la fine. Il link audio non parte!!! cercate di fare qualcosa, e agli uytenti rivolgo quest'appello: come dice Sonia, la mia compagna anch'essa con minorazioni visive, quest'idea del codice è solo una trovata, nel caso dei blogs, per ostacolare ulteriormente la libera circolazione delle idee, tanto delle strafalcionate si possono comunque scrivere, codice o non codice, e in ogni caso c'è la possibilità di bloccare quel commento o quell'utente. Ora: seguento le imostazioni del blog si ppuò elminare quest'opzione, ovvero non richiedere il codice al momento di lasciare un commento. Vi prego: FATELO!!! Comunque il post di Mura di oggi è molto interessante...

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Messaggi sonori incomprensibili

tecnologie e web 27/11/2009

Praticamente, anche per fare un po' la connessione tra i vari post, lamento sempre il fatto che quando vado a cliccare su quei link che ti danno i messaggi in audio devo fermarmi davanti all'ignoto. Spiego meglio i termini della questione. Non so, anche voi vedenti, se avete mai fatto la prova ad entrare su un sito, come in parte succede anche sulla piattaforma di Ilcannocchiale. Molto spesso, per la registrazione o la conferma di un'operazione vi chiedono di mettere le parole o il codice presente nelle nuvolette. Per la cronaca, Sonia mi dice che spesso sono anche incomprensibili; vabbe', siamo noi minorati della vista e mettiamola così, perchè ci sarebbe la soluzione: il codice in audio!!! allora vi dico subito che è una farsa. Infatti i codici sono preceduti da un messaggio con voce comprensibile femminile, sintentizzata, ma in inglese. Imparo l'inglese, ok, ok!!! ma il codice, le due parole, solitamente sono dette o tratte da spezzoni audio con il riverbero e in qualità audio pessima. Mi dite un cieco come zzo deve fare? Anche su questa piattaforma, dicevo, il codice poi non parte. Il problema me lo sono posto perchè volevo firmare la petizione per l'acqua bene comune su petizionionline.it, ma c'è stato l'intoppo. Io capisco la sicurezza e i nuovi protocolli, ma rendete a tutti la vita più semplice. Volevo cogliere l'occasione per lanciare un appello a chi ne capisce di ste robe e casualmente legge questo post, tipo ingegneri informatici, gestori di siti o esperti di plug in o crach: fate vostra questa battaglia! La battaglia del codice comprnsibile!

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dubbi e perplessità

tecnologie e web 19/10/2009

AVVERTENZA AI NAVIGANTI IN QUESTO BLOG praticamente già mi è stato fatto notare che non sempre i post sono completi, e infatti a volte mi sono dovuto arrabbattare in delle rapide correzzioni e copia incolla abbastanza deprimenti. I problemi tecnici sono dovuti alla mancanza del protocollo w3c, che alle persone con disabilità visiva facilitano la vita non oco sul web. Mi farò portavoce di questa soggettiva esigenza presso i gestori del sito. Inoltre per questo motivo spesso, anzi sinora sempre, ilp ost lo inserisco nella stringa della presentazione del post stesso, perchè mica ho capito dove va... e anche le modifiche degli errori di ortografia non mi è del tutto facile. Da qui inoltre ne consegue anche l'assenza di cifra stilistica e di immagini. Comunque le difficoltà sono fatte per essere superate, mi adatterò anche a queste

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permalink | inviato da sandronapoli79 il 19/10/2009 alle 2:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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