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ragionamenti attorno alla cittadinanza: Ezio Mauro e l'onestà d'analisi

istituzioni, politica, società 28/1/2012

Ezio Mauro, direttore della Repubblica, oggi pubblica in prima un editoriale a proposito delle polemiche sulla cittadinanza agli stranieri. Personalmente, come anticipato altre volte, pubblico interamente il suo pezzo perchè credo che egli dica le cose che direi io, se potessi, come le direi io. Un professionista serio, un analista attento, un giornalista in grado di riordinare gli elementi, facendo opinione senza perdere la notizia. Buona lettura. P.S.: Grillo come Bossi, non c'è alcuna differenza. Entrambi suscitano bassi sentimenti nel popolo, entrambi lucrano su tematiche di lungo raggio, entrambi sono presi e accecati dalla rabbia delle loro esistenze misere, dove occorre urlare e spernacchiare per farsi sentire, non c'è politica, nè arte. Mi dispiace per loro.

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Scandali di un proibizionismo complice

istituzioni, politica, società 30/12/2011

Di seguito un articolo/inchiesta di Alessandra Baduel, inviata della Repubblica a Londra, che racconta una nefandezza del genere umano che da sola basterebbe per una top vergognetion dei conigli di Radio2. Uno scandalo con 5 effetti e una causa ben precisa; gli effetti conseguenti alla notizia: 1 il traffico illegale di giovani vite da un sud del mondo povero e disposto ad ogni compromesso verso un ocidente cieco, opulento, vizioso e bigotto; 2 il coinvolgimento con riduzione in schiavitù di bambini; 3 il controllo di un mercato creato dal proibizionismo da parte di narcos senza scrupoli, 4 il nascere di una nuova tipologia di droga; 5 la totale inadeguatezza di uno dei sistemi che al mondo passa come tra i più avanzati, anche dal punto di vista giuridico. Il complice di tutto ciò è appunto il prooibizionismo verso la cannabis, pianta che da millenni accompagna le economie, l’agricoltura, la nutrizione e il misticismo degli uomini di tutto il pianeta e che da sessant’anni è resa colpelvolmente illegale dagli interessi criminali di troppe lobbies. Leggete e riflettete.

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Un paese di Ufficiali senza truppe da comandare

istituzioni, politica, società 11/11/2011

Nel giorno del presunto palindromo, la repubblica ci offre un importante ed ulteriore spunto di riflessione, questione già toccata spesso. Nell'articolo dal titolo "Case di lusso e Maserati così l´esercito ci costa 50mila euro al minuto" a firma di Enrico Bellavia ed Emanuele Lauria viene messo un paletto fondamentale. Tagliare dove serve. Ciò che segue è preoccupante perché il segno che la casta è una epidemia di interessi che possono denotare una pericolosità qual’ora toccati. Ma in tempi di vacche magre iniziamo da qui. A chi dobbiamo fare la guerra? E poi, perché tutte queste stellette? Buona lettura. P.S.: la pubblico integralmente perché credo che queste notizie siano bene comune, per creare opinione, informare e contribuire alla costruzione delle coscienze.

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Il mondo che cambia ritmo

Culture ed arti 23/10/2011

Tratto dalle pagine della Cultura della Repubblica di oggi, di seguito un articolo dal titolo "L´Ovest colonizzato dalla World Music" di David Byrne e Giuseppe Videtti. L’argomento è dei più stuzzicanti, per musicofili appassionati ai suoni etnici come me. Dal reggae ai cori tibetani le ispirazioni e le frontiere di contaminazione sono tante. Il pezzo è veramente bello, da molti riferimenti per approfondire e conoscere quello che è un fenomeno che anche in Italia, negli ultimi vent’anni, ha conquistato molti appassionati e fette di mercato. Al tutto aggiungo che anche ciò che succede nel Salento con il festival La notte della Taranta e le contaminazioni/confronto dei gruppi più illuminati sono una sfaccettatura di questo discorso. Buona lettura.

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Aroma caldo e rassicurante. Il pepe descritto da Licia granello

cucina e casa 22/5/2011

Ricominciando ad esplorare le notizie legate ai sapori, nei loro archetipi e ingredienti fondamentali, continuiamo con un articolo tratto dalla Repubblica della domenica, a firma di Licia Granello, penna “deliziosa”. Dopo l’articolo, dal titolo “Piccante ma non troppo”, piccole considerazioni personali. Vi anticipo che una descrizione più enciclopedica la potete trovare al link seguente. http://it.wikipedia.org/wiki/Piper_nigrum Vi ricordo che un suo uso, d’inverno, è anche ottimale abbinato a delle calde tisane, ma nel post anche indicazioni per altri usi. Buona lettura.

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Il monomenù: una strada possibile per la ristorazione se supportata dalla mediterraneità

ambiente, ecologia, consumo critico 18/12/2010

L’indecisione per la sistemazione di questo post in una sezione adeguata mi ha lasciato da pensare, alla fine ho deciso di inserirlo in consumo critico, pur presentando tanti altri aspetti. Di cosa si tratta? Della novità che giunge da oltreoceano a proposito dei monomenù. Traendo spunto da un articolo della Repubblica a firma di Angelo Aquaro da New York, di qualche giorno fa, dal titolo “La rivoluzione dello chef un solo piatto nel menù”, e l’intervista critica sullo stesso tema di Paola Coppola a Carlo Cannella, nutrizionista della Sapienza di Roma e presidente dell’Inran, l’istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, vi propongo una riflessione in coda ai brani dei pezzi, sul tema del monomenù, che può diventare sia soluzione nell’offerta e nel consumo di pasti veloci e salutari, ma può anche essere soluzione alla gestione di un servizio di ristorazione ad impronta disabile.

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Mi vergogno per loro: tifosi del Lecce all'apice dell'idiozia...

diversità 3/12/2010

Praticamente ti metti a leggere lo schifo che succede un po’ ovunque, con l’auspicio di trovare qualche notizia che ti dia la speranza. Poi alla vigilia di un trasloco definitivo, il primo della mia vita, verso il Salento immagini delle prospettive confortanti, specie perché un po’ in giro, tra la rete e i contatti personali, vedi che ci sono realtà che ti danno quei giusti stimoli. Arrivi casualmente alle pagine dello sport della Repubblica, da me quasi mai aperte, e che ti trovo? “Lecce, razzismo in allenamento "Togli la maglia, nero e barese".”. E vorrei aggiungere, con una sintesi dell’Articolo di Giuliano Foschini, alcune considerazioni, proprio da persona interessata, che segue il calcio ed è profondamente tifoso di questa squadra.

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La Costituzione non si applica ai disabili?

diversità 3/12/2010

Sulla Repubblica di oggi, un resoconto di Laura Mari e Giovanna Vitale, dal titolo “"La Costituzione non si applica ai disabili" bufera sulle dispense del Comune di Roma.” Ha aperto uno squarcio finalmente verso la considerazione delle disabilità, scoprendo gli altarini culturali di certa politica e di certi ambienti di formazione.

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Una divinità in cucina, panacea di ogni sofferenza da dieta...

cucina e casa 21/11/2010

Segnalo delle riflessioni e un articolo sul Rosmarino... Re tra gli arbusti aromatici...

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Per avallare le idee del post precedente sul fallimento di Maroni...

istituzioni, politica, società 7/11/2010

Vladimiro Polchi, sulla Repubblica di oggi dal titolo "Clandestini, espulsioni flop rimpatriato solo uno su tre", ci rende un servizio interessante sullo stato di applicazione delle normative (squallide) vigenti e sulla condizione dei migranti in Italia, come fotografato dalla Caritas con il suo annuale strumento di rilevazione del fenomeno. Questi dati e queste valutazioni proprio a proposito del post precedente di ieri sull'argomento. Buona lettura. "Nel 2009 su oltre 52mila irregolari fermati, solo 18mila (il 34,7%) sono stati effettivamente rimpatriati. E´ il dato più basso dal 1999. Stando all´Ocse, oggi in Italia vivono e lavorano oltre mezzo milione di immigrati irregolari. Il loro allontanamento dovrebbe avvenire o direttamente alle frontiere (respingimenti) o dopo l´ingresso sul territorio italiano (rimpatri). I risultati? Nel 2009 i respingimenti sono stati 4.298, in netto calo rispetto agli anni precedenti: 20.547 nel 2006, 11.099 nel 2007 e 6.358 nel 2008. Quali sono le nazionalità più respinte? Dopo l´ingresso di Romania e Bulgaria nella Ue, in testa ci sono gli albanesi (471 casi nel 2009), seguono i marocchini (320), i cinesi (196), i brasiliani (196) e i tunisini (186). La maggioranza dei respingimenti avviene negli aeroporti (2.719), seguono le coste (911) e le frontiere di terra (668). Stessa curva discendente si registra per i rimpatri: erano 24.902 nel 2006, 15.680 nel 2007, 17.880 nel 2008 e solo 14.063 nel 2009. Insomma, come denuncia l´ultimo Dossier Caritas/Migrantes, l´anno scorso su un totale di 52.823 irregolari fermati dalle forze dell´ordine, solo 18.361 (tra respinti e rimpatriati) sono stati effettivamente allontanati: pari al 34,7%. Il che conferma il trend decrescente dal lontano 1999. Le cose non andrebbero meglio nel 2010: stando a quanto dichiarato il 16 agosto scorso dal ministro dell´Interno, Roberto Maroni, dall´inizio del 2010 sono stati espulsi solo 9mila irregolari. Non è tutto. Neanche i Centri d´espulsione paiono davvero funzionare, nonostante dal 2009 il tempo massimo di trattenimento sia passato dai due ai sei mesi. Se, infatti, da un lato è diminuito il numero degli irregolari trattenuti (16mila nel 2005, 10.913 nel 2009), la quota dei rimpatriati è crollata: erano il 68,6% dei trattenuti nei Cie nel 2005, solo il 38% nel 2009. E ancora: gli irregolari fermati e sanzionati nel 2009 sono stati 52.823, dunque solo un decimo degli immigrati senza documenti presenti in Italia, secondo l´Ocse. Il calo di respingimenti e rimpatri potrebbe trovare spiegazione nella diminuzione del numero di irregolari presenti oggi in Italia? In fondo, stando ai dati del Viminale, dal 1 agosto 2009 al 31 luglio di quest´anno gli sbarchi sono diminuiti di ben l´88%. Peccato, però, che solo una minoranza degli immigrati che finiscono nella clandestinità arriva via mare. L´Istat, per esempio, ha calcolato che gli sbarchi nel 2008 hanno inciso solo per il 5,4% sugli ingressi irregolari in Italia. Il 65% degli immigrati, infatti, entra con un regolare visto turistico e alla scadenza resta da irregolare: li chiamano overstayers. Un altro 30% arriva via terra, attraverso le frontiere degli accordi di Schengen. E allora? "La creazione della sacca di irregolarità - sostiene Franco Pittau, coordinatore del Dossier Caritas/Migrantes - non avviene a seguito degli sbarchi, ma degli ingressi regolari in Italia. La strategia di contrasto della clandestinità allora non può ridursi alla chiusura delle rotte via mare, ma deve ricorrere ad altri strumenti: una maggiore flessibilità nelle quote d´ingresso e il prolungamento da 6 a 12 mesi del permesso di soggiorno per attesa occupazione, nel caso in cui il lavoratore straniero perda il lavoro".".

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razzismo disabilità pantarei cultura immigrazione repubblica diritti diversità politica articolo
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questo blog è utile innanzitutto a me stesso, per comprendere e capire, se possibile anche comunicare. Lasciate i vostri commenti e le vostre impressioni sui contenuti! La mia è una storia tra tante, le mie sono idee e impressioni del mondo come tante. "L'Io non può vivere senza il Tu"