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BLACK: fatemi entrare nella lista…

istituzioni, politica, società 23/12/2011

Come anticipato questa mattina, ora una riflessione maturata a lungo sulla strage di Firenze e ciò che ha comportato. Tra i vari aspetti, notizia che più mi ha lasciato perplesso, quella della black list sul forum neonazista StormFront, al quale, dopo aver smontato qualche convinzione, chiedo ufficialmente di essere inserito. Perché?

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"T4": quando la cura diventa la soppressione fisica. Storie ignote dell'origine eugenetica del pensiero nazista.

Culture ed arti 18/12/2010

L’Oblìo della memoria è un virus che si inocula lentamente, che attraversa il corpo sociale con estrema calma, lavorando sottotraccia in un apparente e lungo periodo di latenza, per poi esplodere violentemente quando quel corpo assuefatto è ormai pronto a scaricare tutti gli effetti somatici di quello stesso virus. Forse lo stile e il paragone non sono del tutto nuovi, però è quello che mi resta dentro maggiormente dalla visione di “T4”, l’ultimo lavoro teatrale di Marco Paolini, con testo scritto da Mario Paolini, in giro per l’Italia in questi giorni.

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Mi vergogno per loro: tifosi del Lecce all'apice dell'idiozia...

diversità 3/12/2010

Praticamente ti metti a leggere lo schifo che succede un po’ ovunque, con l’auspicio di trovare qualche notizia che ti dia la speranza. Poi alla vigilia di un trasloco definitivo, il primo della mia vita, verso il Salento immagini delle prospettive confortanti, specie perché un po’ in giro, tra la rete e i contatti personali, vedi che ci sono realtà che ti danno quei giusti stimoli. Arrivi casualmente alle pagine dello sport della Repubblica, da me quasi mai aperte, e che ti trovo? “Lecce, razzismo in allenamento "Togli la maglia, nero e barese".”. E vorrei aggiungere, con una sintesi dell’Articolo di Giuliano Foschini, alcune considerazioni, proprio da persona interessata, che segue il calcio ed è profondamente tifoso di questa squadra.

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L'Elenco che Maroni dovrebbe leggere, se ne ha coraggio.

diversità 24/11/2010

Di seguito l'elenco che ho condiviso sulla mia pagina FB su stimolo di amici, a loro volta stimolati da Giovanni Chianta.

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Tenti di trovare un equilibrio, ma il male si è già diffuso

diversità 28/1/2010

Ebbene, tenti per un momento di riordinare le idee, poi apri il giornale del mattino e che ti trovi? quello che non pensavi mai che fosse già accaduto. Specifico meglio i termini della questione. In effetti non è che non sia mai accaduto, ma questa volta siamo di fronte ad una violenza intragenerazionale inaudita, ad una dimostrazione del fatto che esiste già una genrazione di razzisti nel nostro paese. Il fatto, raccontato nelle pagine di cronaca della Repubblica di oggi, è questo: una ragazzina rumena, trasferitasi con la famiglia da un centro ad un altro del padovano, tenta il suicidio perchè tutta la classe la vessava e offendeva per le sue origini, da molti mesi, ininterrottamente, senza che nessun adulto intervenisse. La ragazzina, evidentemente esasperata, tenta il suicidio. Tre le questioni che si aprono. In primo luogo mi chiedo dove sono gli agenti di formazione (insegnanti, genitori) che permettono tutto ciò; il fatto è che ritengo i gesti di questi adolescenti frutto della loro suggestione, di tentativi di emulazioni di persone più grandi visti magari in TV, però non posso sottrarmi dal credere che prima dell'arrivo della ragazzina in quella classe, l'unica immigrata, qualcuno abbia magari abusato delle menti rase, come Aristotele sosteneva, per incidere odio, e magari chissà, anche in famiglia. In secondo luogo, occorre considerare che la ragazzina nel paese dove viveva pprima di trasferirsi era ben accetta, che i genitori sono integrati, che abitano dignitosamente in una casa acquistata con regolare mutuo: nulla di più normale di questo fenomeno, sono i veri nuovi italiani. Infine mi chiedo, come nel post precedente, ma saremo mica già di fronte ad una catastrofe storica, ad una tragedia sociale, ad un'apocalisse umanitaria? questi sono i gesti che danno l'idea di essere di fronte all'irreparabile, sapete perchè? pechè alcuni di quei ragazzini, rimbrottati e puniti, capiranno, altri invece renderanno più acuti i loro malesseri, e magari dagli insulti e dalle vessazioni verbali tra un po' passeranno alle mazze da baseball e alle armi. Complimenti a tutti gli adulti irresponsabili.

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ciclicità dell'aberrazione

istituzioni, politica, società 28/1/2010

Il 27, ieri, è stato il 65esimo della liberazione, o meglio dell'aberrante scoperta, del campo di concentramento ppiù famoso, più crudele e grande di tutto quel progetto che fu lo sterminio di massa. Della targa rubata ad Auswitz se ne è parlato e si è visto come è andata a finire, ma del meno clamoroso non se ne parla abbastanza. Due fatti, venuti alla cronaca proprio ieri, dovrebbero far riflettere su quanto ci sia ancora da lavorare sulla memoria, e non solo il 27 di gennaio. Delle varzellette antisemite sulle bustine di zucchero di mezza Emilia non c'è molto da aggiungere, se non che anche le politiche aziendali spesso incappano in delle menti labili, che degli studi, semmai ne hanno portato avanti qualcuno seriamente, ricordano ben poco e nascondono dietro presunte ironie le loro malcelate smanie razziste e xenofobe, nonchè una sopita ma latente violenza. Sull'appplicazione invece progettata da un giovane napoletano che permette, per pochissimi centesimi, di scaricare i discorsi di Mussolini è che occorre concentrarsi, perchè più che una banale e fugace goccia di idiozia che si gusta tra un cornetto e un caffè, si tratta di un tentativo di costruire una struttura (informatica) che veicoli e legittimi ciò che nel nostro ordinamento è punito dalla legge, fino a disposizioni contrarie: apologia del fascismo. La cosa che mi lascia perplesso è che colui che ha ideato questa emerita cazzata, forse intende solo farsi qualche quattrino, perchè si è affrettato subito a dichiarare che avrebbe provveduto a creare un'applicazione per scaricare i discorsi di Gandi. Ma cos'è? una gara? guarda idiota che non sei altro, che non si tratta di creare le condizioni per scaricare estratti di spettacoli di Fiorello o Bisio, nè di canzoni di Battisti o i Beeatles, bensì di scaricare discorsi di politici e personalità che nel bene e nel male hanno occupato la scena pubblica mondiale per alcuni decenni. E' un dovere morale veicolare i messaggi di pace di Gandi, è un'aberrazione diffondere i discorsi deliranti e razzisti del Duce. Insomma, esiste un dovere morale, proprio a proposito della memoria, che è quello di conservare e trasmettre l'orrore come monito, il giusto messaggio come premessa per le future generazioni, e non certo di veicolare i deliranti messaggi di Hitler o Mussolini, Stalin o Mao come un ex equo dove tutti sono posti allo stesso livello. Questo perchè, chi passa tempo vicino al Pc e in rete sono ragazzi, fanciulli spesso, che hanno una mente facilmente condizionabile, e se il rischio è che per 0,79 euro si creino dei fascisti o razzisti del futuro credo che occorra reagire. Dove sono coloro che di solito aiutano a tracciare il confine tra il corretto e il criminale? questa è apologia del fasciso e istigazione all'odio, in entrambi i casi. I responsabili si devono punire, almeno in Italia, finchè questo Paese si possa fregiare ancora di un po' di dignità e amor proprio.

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Un'anomala rassegna stampa, confusa forse, ma spero efficace

istituzioni, politica, società 6/1/2010

Avvertenze al lettore: il post è lungo, abbiate pazienza!!! E in virgolettato ci sono i titoli dei giornali. Buona lettura! Praticamente attraverso i titoli di giornale degli ultimi giorni del 2009 e i primi del nuovo anno mi sono reso conto di quanto davvero siamo messi male. Non che avessi la speranza che con lo scoccare della mezzanotte del primo giorno del 2010 potesse cambiare qualcosa, ma mi è bastato qualche titolo del vecchio anno per riassumere come è trascorso, e qualche titolo del nuovo per capire che anno ci tocca. Il 27 dicembre, a proposito dei fatti del giorno di Natale, la Repubblica (fonte di tutti i titoli) metteva in prima: “Terrorismo, torna la paura sui voli”. Il fatto è che questo giovane nigeriano, di famiglia bene, ha messo a soqquadro tutto l’apparato di controlli euro-americano, dandoci l’idea di cosa veramente sia questa rete antiterroristica occidentale: una bufala per tenerci tutti sotto controllo, come aveva preannunciato qualcuno (lo scrittore francese Pay) già all’indomani dell’11 settembre; ma non è finita, sarà anche l’inizio per aprire nuovi fronti alla lotta anti al qaida, da molti analisti definiti importanti; fronti di cui nessuno credo sospettasse, quali lo Yemen. “Valanghe killer sulle Alpi morti un 14enne e 4 soccorritori”: a questa vicenda ho già dedicato un post, il 27 di dicembre, l’ultimo dell’anno vecchio. Non ho nulla da aggiungere. E per la serie La crisi è passata, “Nel nuovo anno stangata di 600 euro a famiglia Crollo pensioni di anzianità”; ebbene, qualche politico ora mi spieghi, magari qualcuno del governo nello specifico, se possono essere tutte congiure, o se veramente gli italiani, come ha denotato anche il Presidente Napolitano nel suo discorso di fine anno, sono veramente divisi in due: chi in qualche modo ce la fa, e chi proprio sta messo con le pezze al culo! Ma chiaramente sono tutte menzogne dei comunisti, no? Tanto quello che occorre è proteggere Lui, l’unico italiano che sta vivendo il momento peggiore, tant’è vero che per Lui e la sua incolumità succede che viene “Soppressa la fermata del bus davanti palazzo Grazioli”. E mi sembra giusto, centinaia di persone devono patire perché non patisca nell’animo lui. Ma poi cosa volete che sia, sono i comunisti i soliti che spargono odio e tensione sociale, il resto è solo tentativo di difendere la razza italica, la società malmenata dei poveri padani, i nostri bambini dagli orchi immaginifici di chi vuole solo moschee e manco un crocifisso, e giustamente anche i preti non sono esenti da queste lungimiranti azioni di difesa del popolo autoctono: “Bergamo, il quartiere in piazza contro il sexy shop”, oppure “Mantova, il parroco anti-elemosina”; e ancora qualche giorno dopo: “Cortina, multa all´immigrato chiedeva l´elemosina ai passanti”, e sempre per tenere i toni bassi: “La Padania: nuova guerra santa Feltri: fermiamo gli islamici”. Non spendo nemmeno una parola sulla carità cristiana e la tolleranza del diverso, non ne sarei in grado, per fortuna di esempi ce ne sono anche di altri. Ma scocca la mezzanotte, esce fuori il primo quotidiano il 2 di gennaio ed eccoti catapultato in una nuova dimensione di tolleranza: “Immigrati, la campagna della Lega "Ronde e controlli igienico-sanitari"”. Ma se la sicurezza dell’animale sociale passa anche attraverso la cultura della legalità, l’esempio che ci viene dalla civilissima Milano, capitale morale ed economica del paese è questo: “I tranvieri della coca, inchiesta a Milano”. E questo per quanto riguarda operatori di pubblici servizi, ma vediamo cosa combinano alcuni scellerati della pubblica sicurezza, come se Stefano Cucchi non avesse già pagato con la vita, scatenando un moto di indignazione utile a cercare di rendere diversa la realtà: “"Picchiato in caserma" finiscono sotto accusa carabinieri di Milano”. Ma poi ci giunge la triste notizia di due italiani che vengono rapiti in Mauritania da alcuni gruppi di scellerati che si rifanno all’integralismo religioso di fede islamica: “Italiani rapiti, la foto della paura "Una vendetta per l´Afghanistan"”. Che a qualcuno pesi, semmai dovesse capitare qualcosa a Cicala e sua moglie, italiana anch’essa nonostante il colore della pelle, tenetelo bene a mente; ma qualche ministro già alcune ore dopo speculava, tanto basta essere terzomondisti, di sinistra o semplicemente di spirito diverso; magari umanitarista, e spingersi nel continente africano per solidarietà o per motivi familiari e giù, critiche del tipo: “La Russa sugli italiani rapiti: "Imprudenti"”. Poi si va avanti ancora di qualche ora e sono le ferrovie, per un verso o per un altro, ad essere nel mirino; del giovane rumeno disabile ne parlerò in Diversità, ma per aumentare le mie perplessità sul sistema Italia e la cultura che lo accompagna è la notizia che viene censurato l’unico treno puntuale che viaggia sulle italiche strade ferrate, peccato che il treno sia austriaco-tedesco: “Quel treno segreto che batte le Fs”, e quindi teniamolo segreto, senza annunci, senza possibilità di biglietti, senza riferimento alcuno nei tabelloni, che dovrebbero essere spazi di comunicazioni di pubblica utilità, non di comunicazione aziendale. Ma siamo tutti più ricchi, la crisi ci ha arricchito a noi italiani, dunque giù e pagate: “Le autostrade d´oro aumenti fino al 16%”, e ricordate, se vi succede un problema in autostrada gli aumenti sono necessari a coprire il servizio SOS a pagamento, con i carrattrezzi a pagamento, e magari solo se restate bloccati dalla neve forse vi riusciranno a dare un panino e una coperta gratis, che chiaramente poi giustificherà ulteriori aumenti. Poco conto che in un lancio di televideo del 5 gennaio si legga che sulla A3 è rimasta ancora un’altra galleria bloccata per un incendio: morire è compreso nel prezzo. Ma veniamo allo sport preferito, l’ingiustizia: “A Graviano carcere più leggero il boss esce dall´isolamento”; e la Lega Nord che chiede il carcere duro per gli immigrati, i campi di concentramento e riconoscimento per vessare meglio, dove è? La fronda fascio-legalitaria che dice? Va bene, sono scelte tecniche, ma non è per scelta tecnica che questo stronzo ha ammazzato, rubato e sovvertito l’ordine dello Stato. Ebbene pensateci, gli anni di isolamento dovrebbero essere 10 per questi infami, perché oltre ai vari danni loro sono i veri sovvertitori dell’ordine dello Stato, e meriterebbero trattamenti alla pari, visto che di redenzione e pentimento in alcuni di loro non ce n’è. E voltiamo definitivamente pagina, e aumentiamo l’indicazione dell’anno di una cifra: auguri, buon 2010!!! Ma vediamolo sul parametro di quello che è successo nel 2009. Iniziamo dal terremoto in Abruzzo, ferita ancora aperta, momento doloroso, occasione di riscatto sociale, economico e culturale. Se non fosse che anche per chi ci fu solo spavento accade che: “La casa era agibile ma crolla l´intonaco”, tanto se non muori sotto gli effetti del sisma, rischi che ci lasci le penne con le conseguenze che si porta. Ma c’è un discrimine, per far vedere a tutti infatti che le operazioni proseguivano filate, a velocità come mai viste perché occorre fregiarsi che questa è stata un’emergenza risolta in pochissimo, d’altronde la vanagloria di essere i migliori in un secolo e mezzo è un alone che abbraccia molti, a sti poveri due cristiani gli hanno permesso per 8 mesi e passa di dormire sotto una casa a rischio crollo, tanto è agibile, fino a quando l’intonaco è venuto giù. E mo? S’attaccano, visto che non rientrano in nessun programma. Terremotati e col culo per terra, peggio di così… Terremotati e senza casa a scoppio ritardato, ma la befana che ti porta nella calza, per restare in ambito aquilano? Una bella scoperta, anzi una bella conferma di che menti criminali girano nel nostro paese negli ambiti decisionali di edilizia pubblica: “"L´Aquila, mancava un pilastro così crollò la Casa dello Studente". Quindi 8 ragazzi sono morti perché qualcuno nella progettazione o nella realizzazione si era dimenticato, accipicchia, di mettere un ilastro. Poi si era dimenticato di saldare i filoni con dei raccordi, e magari, cazzarola, può capitare, di dire che la sabbia e il cemento ci volevano buoni, visto che ci dovevano dormire decine di giovani, promesse intellettuali e tecniche del paese. Cazzo, l’ergastolo!!! Ma qualche anno di carcere puri a sti stronzi si, però, e spero che li becchino, perché la bastardata sulla già tragica situazione delle persone no: “Sciacalli a L´Aquila razzia nelle case del terremoto salta la consegna“, mamma che schifo!!! In conclusione qualche titoluccio, compreso oggi, che rende l’idea della situazione in Italia per quanto riguarda il fronte sicurezza e lotta antimafia, lavoro e immigrazione: oggi si legge il paradosso dei paradossi, del tipo: “Sta per lasciare l´Italia, clandestino arrestato”, e appena qualche giorno fa: “Rifiutato dall´ospedale si lancia nel Tevere “; si tratta di un rumeno, che cerca disperatamente delle cure del reparto psichiatrico perché si rende conto di averne bisogno e noi che facciamo? In barba alla solidarietà umana e agli obblighi perché cittadino comunitario gli permettiamo di scoraggiarsi e suicidarsi mentre attende risposte vane (pare anche senza essere visitato stando ad alcune testimonianze) in un pronto soccorso della capitale: bella figura di niente. Poi visto che le professioni socio-sanitarie sono tutelate e le istituzioni più sensibili tengono anche alla professionalità dei loro operatori succede che: “Psicologi licenziati da Telefono Azzurro”, e guardate non dico nulla, perché se siamo arrivati che coloro che devono proteggere la tenera età sono trattati in siffatta maniera, capisco che la precarietà è la triste condizione che ci toccherà vivere per molti decenni ancora. E poi, la notizia di domenica 3 che non avremmo mai voluto sentire, perché ci da l’idea che si sta per aprire una nuova stagione di scontro: “Bomba alla Procura generale la ´ndrangheta minaccia i pm”; però una cosa la voglio dire, perché forse ci sfugge. Non entro nelle polemiche politiche, nelle valutazioni tecniche e nelle analisi giudiziarie, ma una cosa mi preme: siamo alla soglia di una fase terminale di questa guerra civile tipica dell’atipicità italiana. Basta parlare di emergenze sicurezza o robe simili, è ormai conclamato che in Italia la criminalità organizzata ha dichiarato da svariati decenni una guerra sottile e cieca verso lo Stato, e questa si chiama guerra civile. Dulcis in fundo, due chicche per vergognarci ancora un po', tenendo conto che per la seconda rimango allibito perché arriva dagli ormai confusi compagni radicali: “Il boom nascosto dei gadget fascisti” e “Pannella: i radicali ricorderanno Saddam Hussein”. Bene, finita questa rassegna stampa breve e confusa degli ultimi dieci giorni, un po' di là nell’anno vecchio e un po’ di qua nell’anno nuovo, fate i conti con il vostro essere animali pensanti, uomini e donne civili e giungete alle vostre conclusioni sul da farsi: l’immobilismo è vietato! P.S.: per completare l’opera osservate la cronaca di alcuni fatti successi sul finir del 2009 in Diversità…

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Andiamo veramente a gonfie vele!!!! anzi, a gonfie bandiere!!!

diversità 27/11/2009

Vedete un pochino il reso conto di Gianni Mura fatto dalle pagine di Repubblica a proposito dell'interessantissimo mercoledì di calcio europeo, dove l'Italia ha veramente ben figurato, specie negli spalti. E una sola parola a tutti, senza distinzione di colore di sciarpa: fate schifo, vergognatevi, e chi dissente si vergogni per gli altri! "Brutto mercoledì. Il Milan deve accontentarsi dell´1-1 a San Siro col Marsiglia (che colpisce una traversa e un palo). Il Bordeaux batte 2-0 la Juve (le basterà un pari a Torino col Bayern). Purtroppo alla ribalta vanno i cori di tifosi juventini contro Balotelli. Così si deve registrare un ulteriore passo avanti che in realtà è un salto in basso. Dai cori d´insulti a Balotelli a Torino (lui assente, a Barcellona) ieri si è passati ai cori d´insulti a Balotelli a Bordeaux (lui in Italia). Esportiamo razzisti, è un dato di fatto. Definirli ignoranti o stupidi, come fanno molti dell´ambiente pallonaro, è riduttivo, è sbagliato. Sono razzisti e sono fieri di esserlo. Quando, prima che cominciasse la partita, parte dei tifosi juventini ha intonato il solito coro demente già usato altrove con Lucarelli ("se saltelli muore Balotelli"), l´altoparlante ha ricordato che l´Uefa intende bandire il razzismo dagli stadi, il gruppo di ultrà ha urlato la sua miserabile certezza: "non esistono negri italiani", "un negro non può essere italiano". Un razzista sì, evidentemente. A quel punto Buffon, il capitano, e Secco sono andati a parlamentare e i cori sono cessati. Non è solo questione di civiltà, ma anche di sanzioni. Platini l´ha detto molte volte, l´Uefa non è più disposta a tollerare cori, striscioni, manifestazioni che puzzino di razzismo. Per cori del genere, sempre contro Balotelli, era stato squalificato il campo della Juve, sentenza poi attenuata in partita a porte chiuse. Di fronte a questo rischio, su scala europea, normale che la Juve intervenisse. La società si sta impegnando molto, contro il razzismo, e nulla può essere rimproverato ai suoi dirigenti, ai suoi tesserati. Nella sua maglia il bianco e il nero felicemente convivono e hanno scritto una storia ricca di pagine gloriose. Il problema vero sono i suoi tifosi, non tutti ovviamente ma i recidivi nei cori offensivi. Tra dieci giorni si gioca Juventus-Inter e il cammino d´avvicinamento alla partita è un pentolone ribollente di veleni, che non promette niente di buono. Ed è quasi superfluo l´invito di smorzare i toni. Lo fanno i tesserati, ma non i tifosi, teste calde e vuote (cui dare un nome e un cognome non sembra così arduo). La Juve non scende a patti con questa gente che la danneggia, anche se sventola le sue bandiere, e fa bene. Ma rischia un periodo, quanto lungo non si sa, sotto ricatto. Ormai in Italia fare cori contro Balotelli sembra diventato un gioco di società. Attenzione, però: è una questione che non riguarda solo lui né solo il calcio. E non la si risolve chiedendo a Lippi di convocarlo per i mondiali, di considerarlo un simbolo. Balotelli ha il diritto di non essere insultato per il colore della sua pelle sia che giochi in Nazionale, nell´Inter o nella Sangiustese. Come ce l´ha chi non fa sport, non gioca a calcio e pensa che sarebbe meglio vivere in un mondo meno malato, e che il passato non passa mai del tutto."

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E' una questione di stronzi!

diversità 22/11/2009

Tullio de Mauro ci insegna, dalle pagine della Repubblica, che l'etimologia del termine "stronzo" è antica e risalirebbe al longobardo, usato per indicare quello che effettivamente vuole indicare: un pezzo di escremento. Si tratta di un termine di uso frequente nel registro familiare e colloquiale, forse un po' meno nel linguaggio istituzionale, perchè relegato, come molti altri termini, a mero turpiloquio. Ebbene, se la terza carica dello Stato lo utilizza, durante un incontro con dei giovani, per indicare coloro che esercitano la pratica della discriminazione verso gli stranieri non credo siamo di fronte a un sacrilegio della compostezza di un uomo di Stato, nè tanto meno in un chiaro esempio di maleducazione o diseducazione. Questo per vari motivi, tra i quali il fatto che è tranquillamente definibile un pezzo di merda colui o colei che si professa razzista o si arrampica sugli specchi per giustificare i suoi atteggiamenti dichiaratamente razzisti (leghisti e fascisti), un po' però anche perchè tutti quei ragazzi e quelle ragazze di origini straniere, nati in Italia o in Italia da molto tempo lo utilizzano tra loro per scherzare e ridere di se stessi. Nel primo caso diciamo che la giustezza del termine è inopinabile, dunque inutile che Cota o Calderoli si sprechino più di tanto per dare a Fini dello stronzo prechè illude chissà chi, solo perchè il presidente della camera si è limitato solo ad affermare che occorre una nuova società perchè esiste già una nuova società, e vi sono pertanto soggetti portatori di diritti. Non ha fatto una disquisizione sul dover aprire le porte a tutti, e in ogni caso, e mettere tutti nelle stesse condizioni, ha solo affermato che occorre dare garanzie a chi è già integrato, e da uomo intelligente qual è lo ha saputo fare anche attraverso l'esempio e la maieutica, coinvolgendo e stimolando attivamente quei bambini e quei ragazzi presenti all'incontro, niente di più educativo. Il secondo aspetto della questione è naturale di per sè, è normale che questo temrine si usi, magari non è usualee che lo usi un uomo delle istituzioni, ma non occorre scandalizzarsi tanto visto che Borghezio parlava, in un comizio passato e rimasticato su blob, di "brutte merde che devono essere bruciate", Bossi incita ogni giorno all'odio, visto che i leghisti di Brescia e dintorni si stanno sbracciando e affaticando per attuare pratiche ben più offensive di un termine. Non siamo pronti, come dice sempre sulla Repubblica di oggi Michele Serra, ad accettare il cambiamento, fiugriamoci le "violazioni" di stile, legittime se ponderate da parte di un uomo di Stato. Allora qualcuno si offenda e agisca anche nei miei confronti per ciò che segue. Quei luridi infami dei leghisti dei fascisti dell'ultima ora si possano tranquillamente accomodaree nel loro letto pudrido di merda, la loro stessa, perchè degli infami e dei topi di fogna erano e restano, in quanto Bossi, Cota, Gasparri, Calderoli, Berlusconi, Moratti, Corato e gli amministratori di quel postaccio di nome Coccaglio non si vergognano a creare menti deviate e xenofobe, anzichè ammettere il cambiamento. Loro sono liberi di esercitare lo scempio sociale ammettendo i rastrellamenti, e noi poveri mortali non possiamo utilizzare il termine stronzo per definire quelle emerite facce di cazzo, quelle latrine deambulanti quando vanno in giro picchiando i disabili, vessando gli stranieri, estando gli omosex, infierendo sulle vite dei precari, decidendo la morte sociale per milioni di famiglie. SIETE DELLE MERDE UMANE!!!!

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due estratti dalla Repubblica per capire che schifo di paese è...

istituzioni, politica, società 20/11/2009

va bene, che ci vuoi fare? vivi in un paese sottilmente idiota e popolato da gente grandemente xenofoba. Basta girarsi un po' attorno per capirlo, basta sfogliare le pagine di un giornale per rendersene pienamente conto. Sandro de Riccardis si è inoltrato per le vie del paese dove è stata innaugurata la politica del rastrellamento e ne viene fuori questo, un'estratto del suo articolo su Repubblica di oggi dal titolo "Viaggio nel paese di White Christmas "I nostri figli hanno troppi amici neri"", dove racconta in sostanza quella che è la situazione e gli umori della comunità, oltre alle posizioni di un emerito imbecille, quale Umberto Bossi, non tanto per i tentativi di correzione, bensì per le conseguenze intellettuali di cui sono gravide le sue farneticazioni. "Un anno fa, per John, il Bianco Natale è stato il concerto gospel nella parrocchia Santa Maria Nascente. È stato quelle lunghe notti di prove con i suoi amici del centro storico, ghanesi come lui, e coi senegalesi che arrivavano in chiesa dai condomini di via Castrezzato, gli unici palazzi in questo comune tutto ville e villette. "Un anno fa - dice ora John - il Bianco Natale era anche la mia festa. Io sono cristiano. Avevamo organizzato il concerto perché sappiamo che quel tipo di musica gli italiani la conoscono poco, la vedono solo in televisione". Poi John smette di parlare. Affonda il mento nella sua sciarpa rossa, gialla e verde come la bandiera del suo paese. "Quest´anno invece ci dicono che a Natale dobbiamo andare via". A Coccaglio, il comune bresciano che con l´operazione "White Christmas" ha inaugurato la caccia al clandestino in nome del Natale, John e i suoi amici sono ormai un quinto della popolazione. Negli uffici del municipio c´è un grafico affisso al muro, che si arrampica ripidamente verso l´alto e mostra il terremoto etnico degli ultimi dieci anni. Aprile ?98, 177 stranieri. Aprile 2009, 1583, su poco meno di settemila abitanti. Un´onda di migrazione che ha invaso questo borgo antichissimo e il suo centro storico che sembra rimasto immobile nel suo passato. Col castello romano ricamato di luci, la vecchia pieve dove ogni tanto si celebra messa, il monumento al madrigalista del ?500 Luca Marenzio, proprio al centro della piazza che dal musicista prende il nome e divide due pezzi di città. Da una parte la caffetteria Ketty e il bar Al centro, vetrine lucide, arredi pettinati, clientela da middle-class di provincia. Dall´altra il bar Castello, comprato e gestito dai cinesi, frequentato soprattutto da stranieri. "Il nome lo conoscevo, "White Christmas", ma sinceramente non ci ho mai fatto caso - dice Romina, dietro il bancone della caffetteria Ketty - il problema è che del Natale a loro non gliene frega niente. Il nome forse è sbagliato, ma l´operazione, quella no. Loro qui non ci vengono. Perché fortunatamente con gli immigrati non ho mai attaccato". Il bar è un posto tranquillo. Entrano ed escono i clienti. Quattro sono seduti al tavolo. Arriva anche Monica, l´estetista del negozio accanto. "I miei figli hanno solo amici extracomunitari. Uno ha 14 anni, l´altro 12. Vanno in giro sempre con due romeni e due africani. A Coccaglio sono tantissimi. Io però non voglio che escano con questi. È razzismo questo?". Ma una ragione vera non c´è. "Mi chiede perché? Perché no. Non mi va. Non mi vanno nemmeno i loro genitori". Mentre nel paese si discute e si commenta, l´amministrazione ha scelto il silenzio. Il segretario della Lega Nord Umberto Bossi dice che "il Comune ha applicato la legge, anche se non c´era bisogno di chiamare l´operazione "White Christmas", si poteva chiamare "Natale controllo della regolarità". E il sindaco Franco Claretti e l´assessore alla Sicurezza Claudio Abiendi, "leghisti dalla fondazione del partito", preferiscono non commentare. "Aspettiamo che Maroni riferisca in Parlamento, poi faremo anche qui una conferenza stampa" dice l´unico rappresentante in municipio dell´amministrazione, l´assessore alle politiche sociali Agostino Pedrali. "Da quando ci siamo insediati, a giugno, abbiamo speso più per gli stranieri che per gli italiani: 89mila euro contro 43mila". "Solo propaganda - replica il capogruppo del centrosinistra, Claudio Rossi - Su 150 alloggi da assegnare, solo due sono andati a stranieri".(...) Per trovare un po´ di dialogo basta spostarsi poco più in là, alla periferia del paese, in via Mattei, al bar tabaccheria May Day. In centro lo chiamano il "bar dei kosovari", ma a versare grappa e litigare con la macchinetta del caffè c´è Andrea Cavallini, "purissimo bresciano", la moglie, clienti italiani, albanesi, macedoni e kosovari. "Lavorano tutti, chi fa l´operaio, chi il muratore. Tutti in regola e lavoratori. Ma da qualche settimana sono tutti a spasso. I cantieri sono fermi per la crisi". Andrea, che è amico e un po´ il padre di tutti i ragazzi slavi, si è tenuta la tabaccheria e ha ceduto a loro il bar. "A me l´iniziativa non è piaciuta. Ma il metodo è terribile. Ti spediscono una lettera, se non rispondi entrano in casa, vedono se hai clandestini. Si faceva così ai tempi del Duce, lo faceva anche Stalin. Vogliamo tornare lì?". Se chiedi ai giovani kosovari dell´operazione "White Christmas" smettono di giocare a calcio balilla e spengono i sorrisi. "Il problema non sono i controlli e nemmeno il nome - dice Mergan - è il momento. Perché ora c´è il rischio che con la perdita di lavoro si perda anche la possibilità di rinnovare i documenti. È vero, c´è il sussidio di disoccupazione. Ma si può chiedere una sola volta. Poi, dopo, cosa si fa con la moglie e i figli che sono nati qui, a Coccaglio". (...)". Quindi se l'estetista e la barista sono delle razziste dichiarate perchè non si rendono conto del valore aggiunto che le esperienze di figli e attività commerciali vivono grazie alla presenza di una così variegata comunità di stranieri, credendo magari che sono tutti dei malviventi andati lì per rubare e uccidere, non magari per mantenere quell'economia in piedi, vi porto qualche chilometro più in giù (forse), comunque nel capoluogo di quella straordinaria regione di apertura mentale, che se non fosse quella più industrializzata d'Italia, sarebbe la più diseredata a causa della pochezza intellettuale e culturale dei suoi cittadini, specie di provincia. E a milano cosa succede? "Milano premia i "cacciatori" di immigrati", questo è il titolo del pezzo di Franco Vanni, subito accanto a quello di De Riccardis, che racconta le vanaglorie e i sintomi di conquista della maturità dell'osceno che si consuma nelle alte sfere della politica meneghina, che al posto di darsi forma di città multiculturale ed europea (almeno così vogliono farcela bere sui testi e sui saggi sociologici), è invece la capitale dell'idiozia politica, e al posto di dare visibilità e riconoscimento a chi veramente lotta per una città e una società migliore, fanno le baruffe, si prendono a pietre su delle emerite idiozie. Leggete, e vergognatevi come me. "Il Comune premia i vigili che fino a un mese fa rinchiudevano i presunti clandestini sui "bus della vergogna", con grate ai vetri, in attesa dell´identificazione. E lo fa con la più prestigiosa onorificenza milanese, conferita il 7 dicembre: l´Ambrogino, assegnato a maggioranza dal consiglio comunale. Una decisione sofferta, raggiunta dopo ore di discussione e con il voto contrario dell´opposizione di centrosinistra. A proporre il premio per il "Nucleo di tutela trasporto pubblico", nato nel 2000 e specializzato nel garantire la sicurezza sui mezzi Atm, è stata la Lega. Una candidatura fatta all´indomani della polemica suscitata dalle immagini degli immigrati scoperti senza biglietto, tirati giù dai tram e rinchiusi per ore su mezzi blindati, "esposti alla curiosità dei passanti come animali allo zoo", per usare le parole del consigliere comunale del Pdl Aldo Brandirali. Ma nonostante le voci contrarie, il partito del sindaco Letizia Moratti alla fine ha votato per l´Ambrogino. Per il capogruppo del Pd a Palazzo Marino, Pierfrancesco Majorino, il riconoscimento agli uomi del Nttp "è una bieca operazione di propaganda della Lega, che premia un gruppetto di agenti di cui vorremmo conoscere le mansioni, e che umilia i 3mila vigili che ogni giorno lavorano per il bene di Milano". E se il leghista Matteo Salvini esulta "per il riconoscimento a uno dei servizi più utili per la collettività" senza però fare riferimento alle retate contro gli immigrati, tace il vicesindaco Riccardo De Corato, assessore alla Sicurezza e al Traffico, nonché capo delegazione del Pdl in giunta. Dopo le polemiche dell´opposizione, del mondo cattolico, di Amnesty International e di parte della sua stessa maggioranza "per una pratica disumana", il sindaco Moratti un mese fa aveva rinunciato a usare i bus blindati nella "caccia al clandestino". Un passo indietro imbarazzato, fatto senza annunci pubblici, ma voluto dal primo cittadino. E anche per questo, il premio dato ai 28 vigili stupisce. I primi a meravigliarsi del riconoscimento sono gli stessi ghisa. Giuseppe Falanga, sindacalista del Sulpm vicino alla Uil, commenta: "Ai colleghi vanno tutte le congratulazioni, ma il senso del premio non è chiaro. Nel 2002 un agente del Nttp morì sul lavoro in un incidente d´auto ma a nessuno venne in mente di premiare il nucleo per il sacrificio pagato. Perché lo si fa ora?". Più drastico Danilo Tosarelli di Cgil-Vigili: "Non ritengo che vada premiato un nucleo discusso anche all´interno del corpo - dice - non certo per colpa degli uomini che lo compongono ma per i compiti che è chiamato a svolgere. Avrebbero dovuto premiare i vigili che operano per la sicurezza nei cantieri". A votare contro il premio ai "puma", dal simbolo che gli agenti portano sulla divisa, sono stati anche i Verdi, con il capogruppo Maurizio Baruffi che attacca: "Questa onorificenza è assurda almeno quanto quella data a Marina Berlusconi, e mostra come il centrodestra abbia trasformato gli Ambrogini in una farsa". Per quanto riguarda le candidature proposte dal centrosinistra, è stato assegnato con il voto contrario della Lega il premio a Mahmoud Asfa, architetto giordano e presidente della Casa della cultura islamica. Bocciata invece dalla maggioranza l´ipotesi promossa dalla sinistra radicale di un Ambrogino per gli operai della Innse, che occupando la loro fabbrica sono riusciti a salvare il posto di lavoro." Allora? che bello essere lumbard, entusiasmante essere italiani, che gioia un domani poter avere a che fare con quelle nuove generazioni che stanno formando!!! Questo post, riproponendo due notizie di cronaca, si pone come discriminatore, si, ma la contrario. Boigottate i prodotti e le città lombarde, almeno in quei frangenti che dimostrano xenofobia e delirio sociale. C'è tanto di buono in quella terra, penso al festival della cultura di Mantova, ma anche tantissimo marcio. Ai lombardi che non si redimono ribadisco solo il mio schifo. Siete ciechi, iù di me, perchè siete ciechi nell'animo.

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